Claudia Pandolfi investita da un paparazzo

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Il fotografo l’aspettava sotto casa: un diverbio, poi l’aggressione. L’attrice trascinata in terra ha subito un trauma toracico, ma non è grave. L’uomo ha poi chiamato il 113 in lacrime. Per lui sono scattate le manette

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Brutta avventura per Claudia Pandolfi. Il 22 aprile la 35enne attrice de "La prima cosa bella" stava rientrando a casa nei pressi di piazza Vescovio a Roma, quando ha visto all'interno di una Nissan Micra scura un fotografo rubarle alcuni scatti. La Pandolfi s'è avvicinata all'uomo, chiedendo la restituzione del rullino. Dopo il rifiuto, è nato un acceso diverbio. A quel punto il paparazzo ha ingranato la marcia per allontanarsi e l'attrice, aggrappatasi allo sportello dell'auto, è stata trascinata per alcuni metri. Nella caduta la Pandolfi ha riportato un trauma toracico e, poche ore dopo, è stata operata dai medici del policlinico Umberto I. L'attrice non è in pericolo di vita e le sue condizioni sono stazionarie. A quanto si apprende da fonti ospedaliere, ha trascorso una notte tranquilla.

Intanto, subito dopo l'incidente, s'erano messi sulle tracce del paparazzo i carabinieri della compagnia Parioli e della stazione di viale Libia. Ma la ricerca è durata poco. E' stato, infatti, lo stesso fotografo a telefonare in lacrime al 113 per autodenunciarsi. Il fotoreporter, che risponde al nome di Mauro Terranova, era già stato protagonista nel 2007 d'una lite con un altro volto noto dello spettacolo, Gigi D'Alessio. Ma in quell'occasione fu lui ad avere la peggio. Il cantante malmenò, infatti, il 43enne fotoreporter e il suo collega Sandro Foggia, perché s'erano appostati davanti alla sua villa romana dell'Olgiata.

Da questa notte Terranova si trova in stato di fermo di polizia con le accuse di lesioni gravi, omissione di soccorso e porto abusivo d'armi. In base a quanto si apprende, tra le attrezzature fotografiche è stata rinvenuta anche una pistola elettrica. L'uomo si trova attualmente negli uffici del commissariato Vescovio, ma verrà presto trasferito in carcere. L'interrogatorio di convalida verrà deciso nelle prossime ore e potrebbe essere effettuato anche nei prossimi giorni, dopo che il magistrato avrà ricevuto una relazione da parte degli investigatori su quanto avvenuto.

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