Google, Garante della privacy: più tutele per gli utenti

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Il Garante italiano per le privacy e altre Autorità di protezione dei dati, in rappresentanza di oltre 375 milioni di persone, hanno chiesto a Google Inc. e ad altre multinazionali "un rigoroso rispetto delle leggi sulla privacy"

Il Garante per la protezione dei dati personali ha chiesto oggi in una lettera a Google e ad altre multinazionali maggiore tutela per gli utenti, sottolineando che è a rischio la privacy di milioni di persone, come si legge in una nota.
"Il Garante italiano e altre Autorità di protezione dei dati, in rappresentanza di oltre 375 milioni di persone, hanno chiesto a Google Inc. e ad altre multinazionali un rigoroso rispetto delle leggi sulla privacy in vigore nei paesi in cui immettono nuovi prodotti on line", dice la nota.
"Nella lettera firmata dai presidenti delle Autorità di protezione dati di Italia, Canada, Francia, Germania, Irlanda, Israele, Olanda, Nuova Zelanda, Spagna e Gran Bretagna, si esprime profonda preoccupazione per il modo in cui Google affronta le questioni legate alla privacy, in particolare per quanto riguarda il recente lancio del social network, Google Buzz".

Google Buzz è stato lanciato a febbraio nel tentativo da parte del gigante online di competere con social network come Facebook o Twitter. Esso consente agli utenti di condividere rapidamente messaggi, link e foto con amici e colleghi direttamente all'interno di Gmail, il popolare servizio di posta elettronica. La differenza con gli altri social network sta nel fatto che Buzz crea automaticamente il profilo di ciascun utente in base ai contatti mail più usati. Secondo l'Autorità -- che lamenta come non sia la prima volta che Google non tiene conto della privacy nel lancio di nuovi servizi -- Google Buzz ha evidenziato "una grave mancanza di riguardo per regole e norme fondamentali in materia di privacy".

Tramite Google Buzz, infatti, spiega la lettera delle authority, "Google mail (o Gmail), nato come un servizio di posta elettronica one-to-one tra privati, è stato improvvisamente `trasformato' in social network". "Senza informare adeguatamente gli interessati di quanto si stava facendo e senza specificare le caratteristiche del nuovo servizio", Google ha infatti assegnato ad ogni utente di Google Buzz una rete di "amici" ricavati dalle persone con cui l'utente risultava comunicare più spesso tramite Gmail.
"Con questo comportamento è stato violato un principio fondamentale e riconosciuto a livello mondiale in materia di privacy: ossia, che spetta alle persone controllare l'uso dei propri dati personali", afferma la lettera. L'Autorità riconosce comunque che Google non è l'unica società ad avere introdotto servizi online senza prevedere tutele adeguate per gli utenti, ma la invita "in quanto leader nel mondo online" a dare l'esempio "incorporando meccanismi a garanzia della privacy direttamente in fase di progettazione di nuovi servizi".

Gmail è il terzo più popolare servizio email "web-based" del mondo, con 176,5 milioni di visitatori unici a dicembre 2009, secondo l'azienda di ricerche comScore. Windows Live Hotmail di Microsoft e la Mail di Yahoo sono rispettivamente il numero 1 e 2, con 369,2 e 303,7 milioni di utenti ciascuno.

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