Facebook: contro Roberto Saviano senza sapere perché

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Un gruppo nato a favore di Emergency cambia nome e inizia ad attaccare lo scrittore anti camorra. Gli iscritti si ribellano, ma non è la prima volta che succede sul social network

di Serenella Mattera

“Roberto Saviano, sei sicuro di non essere tu il vero mafioso?”. Un gruppo Facebook attacca duramente lo scrittore di Gomorra. Tremilatrecento persone risultano iscritte. Ma subito parte l’allarme: “Il gruppo riguardava Emergency, il titolo è stato cambiato!! Usciamo tutti da qui!!”. Non è nuova la cronaca dell’episodio che sta agitando da ieri il social network più popolare in Italia. Dei troll (provocatori, nel gergo di Internet) o comunque delle persone determinate a far passare il loro messaggio, cambiano il nome di un gruppo che ha già un buon numero di fan, i quali si trovano all’improvviso attribuire un pensiero che non condividono. All’epoca dell’aggressione al premier da parte di Massimo Tartaglia, furono denunciati episodi di questo tipo. Adesso l’allarme viene lanciato dagli iscritti a un gruppo “Io sto con Emergency”, che da ieri si sono scoperti involontari sostenitori di un attacco diretto all’autore di Gomorra.

Nella descrizione della pagina, sotto la domanda “Saviano, sei sicuro di non essere tu il vero mafioso?”, vengono citate le parole del premier sul “supporto promozionale” che certa letteratura avrebbe dato al diffondersi nel mondo della fama della mafia italiana . Ma sembra trattarsi di un clamoroso falso. Non solo perché così denunciano alcuni degli stessi iscritti al gruppo, ma anche perché nella pagina compare ancora un invito a firmare l’appello pro-Emergency, lanciato la scorsa settimana.

E allora in bacheca è tutto un fioccare di accuse, spesso dai toni molti accesi, ai “troll” che avrebbero cambiato fraudolentemente il nome del gruppo, oltre che di messaggi di solidarietà a Saviano. “Maledetti…siete già stati segnalati...”, scrive Eraser. E Marco: “Roberto Saviano è amico mio!”. Sara: “Forza Roberto!!”. Ma dall’altro lato c’è chi, nascondendosi spesso dietro pseudonimi, scrive frasi del genere: “Saviano, abbandoni la sua vanagloria, e si metta a lavorare onestamente. L’Italia, allora, potrà forse perdonarla”. O anche: “Spero che la Mondadori lo cacci, finalmente…E’ una vergogna che una delle più grandi Case editrici italiane pubblichi libri che diffamano l’Italia!”. E via così, in un’escalation di insulti e accuse reciproche che sembra destinato sempre più a degenerare.

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