Caso Marrazzo: per la Cassazione fu vittima di un'imboscata

Piero Marrazzo
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Lo scrive la Suprema Corte nelle motivazioni con le quali conferma le misure cautelari per i carabinieri arrestati. L'ex governatore del Lazio non è perseguibile né per l'uso dell'auto blu né per l'eventuale uso di cocaina. Marrazzo: "Vittima e testimone"

L'ex governatore del Lazio Piero Marrazzo fu "chiaramente la vittima predestinata" di una "imboscata organizzata ai suoi danni" da alcuni carabinieri della Compagnia di Roma Trionfale e nei suoi confronti non è ravvisabile alcuna responsabilità penale né per quanto riguarda l'uso dell'auto blu, per raggiungere l'appartamento di di via Gradoli per incontrare il trans Natalie, né per quanto riguarda l'eventuale utilizzo di cocaina. Lo sottolinea la Cassazione affrontando per la prima volta il 'caso Marrazzo' nelle motivazioni, appena depositate, del provvedimento con il quale ha confermato le misure cautelari nei confronti dei carabinieri coinvolti, indicando anche un ruolo più grave nei confronti del maresciallo Nicola Testini.

"In sei mesi non è cambiato nulla: ero e sono una vittima e un testimone di quanto è avvenuto. E' importante che ciò sia stato affermato dalla Cassazione" ha commentato l'ex presidente della Regione Lazio parlando nello studio del suo avvocato Luca Petrucci. E ha aggiunto: "Ho scelto il silenzio per sei mesi per rispetto ai giudici, agli investigatori e all'Arma dei carabinieri. Mi sono assunto le mie responsabilità verso i cittadini e gli elettori dimettendomi per colpe che sono personali e che hanno coinvolto anche la mia famiglia".

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