In Emilia Romagna possibile uso della Ru486 in day hospital

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L'Emilia Romagna non cambia orientamento sulla pillola abortiva e ribadisce la possibilità di utilizzare il farmaco anche in regime di day hospital, ovvero senza il ricovero in ospedale per la donna che decide di interrompere la gravidanza

L'Emilia Romagna  non cambia orientamento sulla pillola abortiva Ru486, e ribadisce la  possibilità di utilizzare il contestato farmaco anche in regime di  day hospital, ovvero senza il ricovero in ospedale per la donna che decide di interrompere la gravidanza. La conferma arriva a seguito dell'istruttoria sugli aspetti tecnico-scientifici e giuridici inerenti all'utilizzo in Emilia Romagna della Ru486, avviata dalla Regione dopo la nota del ministro della Salute Ferruccio Fazio contenente il parere del Consiglio Superiore di Sanità che prevede il ricovero ordinario.

L'assessore alle politiche per la Salute Giovanni Bissoni ha trasmesso alle direzioni generali e alle direzioni di ostetricia e ginecologia delle Aziende sanitarie le valutazioni e gli indirizzi regionali al riguardo. In merito agli aspetti tecnico scientifici, la validità dei profili di assistenza trasmessi alle Aziende sanitarie dalla Regione nel dicembre 2009 e già frutto del confronto e della elaborazione dei professionisti, "è stata confermata - si legge in  una nota diramata dalla Regione - dal supplemento di istruttoria  condotto dai direttori sanitari e dai direttori di ostetricia e ginecologia delle Aziende sanitarie nella riunione del 31 marzo scorso".
"In quella sede - si spiega - è stata presa in esame la letteratura scientifica a fondamento del parere tecnico reso dal Consiglio Superiore di Sanità rilevando come essa nulla aggiunga o modifichi rispetto alle conclusioni cui si era giunti in ambito  regionale".
L'Emilia Romagna dunque ribadisce la possibilità di effettuare l'ivg medica, ovvero con Ru486, in day hospital, un'opzione che nell'esperienza di questi anni, ha dimostrato di garantire appieno la salute della donna. Così come ribadisce la possibilità, per la donna e il medico, di scegliere comunque il ricovero ordinario".

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