Matrimoni Gay, dopo il no continua la battaglia

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Le associazioni omosessuali non si danno per vinte dopo la decisione della consulta. Sono almeno 300.000 le coppie che in Italia aspettano di vedersi riconosciuti i propri diritti

Il giorno dopo la decisione della Consulta coppie e associazioni gay non si danno per vinti e promettono battaglia. Ora sarà infatti il Parlamento a dover decidere su una materia che in Italia resta controversa. Nel resto d'Europa, invece, sono già dieci anni che molti paesi riconoscono le unioni tra persone dello stesso sesso. Dalla Scandinavia ai Paesi Bassi e Belgio, fino alla Spagna e, più recentemente il Portogallo, sono molti i paesi che riconoscono pieni diritti alle coppie di fatto. In Italia invece le 300.000 coppie gay stimate sono ancora in attesa di vedersi riconosciuti i propri diritti.

Ora, dopo il rigetto della Consulta, si chiede di ritornare a discutere su una legge che regolamenti e tuteli le coppie di fatto. Ma si tratta di andare a operare in una legislazione ancora molto ancorata ad altre concezioni della famiglia. Come spiega Gian Ettore Gassani, rappresentante degli avvocati matrimonialisti italiani, nel nostro paese si discriminano ancora i figli dei conviventi.

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