Laziogate, chiesti 2 anni di reclusione per Storace

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Il Pm Francesco Ciardi ha richiesto la condanna a due anni per l’ex governatore del Lazio per la vicenda di alcune intrusioni negli archivi dell’anagrafe di Roma. Storace: “Hanno chiesto la mia condanna senza esibire lo straccio di una prova"

Due anni di reclusione per Francesco Storace e condanne per altre sette persone sono state chieste oggi dal pubblico ministero, Francesco Ciardi, al termine della sua requisitoria, nel processo Laziogate, la vicenda che vede coinvolto l'allora presidente della Regione in merito ad alcune intrusioni abusive all'interno dell'anagrafe di Roma. Il pm ha chiesto la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per l'allora portavoce di Storace, Nicolò Accame, tre anni per Mirko Maceri ex direttore tecnico della società Laziomatica. Per l'investigatore privato Pierpaolo Pasqua il magistrato ha chiesto 2 anni e due mesi di carcere mentre per Vincenzo Piso, all'epoca dei fatti vicepresidente del consiglio comunale, il pubblico ministero ha chiesto l'assoluzione "perché‚ il fatto non sussiste"

Forte indignazione da parte dell’ex governatore del Lazio: “Costui, dopo avermi fatto dimettere da ministro per l'accusa di spionaggio poi crollata in istruttoria, non contento, ha chiesto la mia condanna a due anni di galera dopo cinque anni di inchiesta e processo Laziogate senza esibire lo straccio di una prova in aula sul mio coinvolgimento".

"Due anni sono stati inflitti nelle ultime 24 ore a un professore di Milano per violenza sessuale - prosegue Storace -,a un macellaio di Bordighera che abusava della nipote, a un operaio di Genova che deteneva tritolo in casa, a un funzionario della Dogana di Agrigento per aver intascato mazzette, a un marocchino che a Bergamo aveva derubato un pensionato".
    
"Di più - prosegue sempre l'ex Governatore del Lazio - ha chiesto tre anni e mezzo per il mio ex-portavoce Nicolò Accame. Se l'è cavata meglio nelle ultime ore un autista di pullmann, che è stato condannato a tre anni dal tribunale di Vercelli per omicidio plurimo legato ad un incidente che provocò la morte di due bambini". Per Storace questa "è la giustizia italiana, quella che vede alla sbarra chi ha consegnato nel 2005 alla Procura della Repubblica di Roma la prova che alle Regionali c'erano firme false. L'indignazione è al massimo: il danneggiato deve andare in galera, davvero viene voglia di mollare tutto e cambiare Paese". "Auguro al pm Francesco Ciardi (che ha chiesto la sua condanna, ndr) e al suo parentado di non imbattersi mai nella giustizia: potrebbero trovare qualcuno sulla loro strada pronto a chiedere conto di reati mai commessi. Non poteva non sapere, questo è il teorema che mi si vorrebbe applicare. E' una commedia già vista".


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