Maroni e Meloni salvate il peer-to-peer

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Lettera al ministro dell'Interno e a quello della gioventù perché difendano i diritti di chi condivide musica e video senza fini di lucro sulle reti p2p e supportino le dichiarazioni dei giorni scorsi con un'azione concreta

di Gabriele De Palma

Tira una brutta aria in Europa per chi condivide musica e film sulle reti peer-to-peer. In Francia e Gran Bretagna sono state approvate leggi che prevedono la disconnessione come estrema ratio per chi condivide contenuti protetti dal diritto d'autore, in Spagna è in discussione una proposta analoga. Per scongiurare anche in Italia quella che sembra un'epidemia europea restrittiva nei confronti dei diritti si mobilitano gli utenti che non hanno fini commerciali nello scambio di file. In una lettera sottoscritta da molti netizen più o meno celebri, l'Associazione radicale Agorà Digitale si appella al ministro dell'Interno Maroni per rinforzare il sistema immunitario della legislazione italiana.

Da sempre amante – e praticante – della musica recentemente Maroni ha rilasciato dichiarazioni a Panorama e a RadioUno (il 10 aprile) in cui si professava “condivisore” per provocazione e confessando di aver installato uno dei più noti sistemi p2p – eMule – sul proprio pc personale al ministero. Quale miglior destro per i difensori dei diritti di chi condivide per riprendere le dichiarazioni e sdoganarle nel dibattito politico? Nella lettera si chiede a Maroni, ma anche al ministro Giorgia Meloni, che tempo addietro si era espressa a favore di un approccio moderato al fenomeno della condivisione via p2p, di “trarre le dovute conseguenze da quanto sostenuto pubblicamente”. E cioè abolire la legge Urbani del 2004, che considera la condivisione un reato penale, e sostenere iniziative normative coerenti con la sua posizione.

L'iniziativa è stata intrapresa da Agorà Digitale, che ha poi ultimato la stesura della lettera con alcuni dei firmatari più eminenti nel dibattito sui diritti e la politica della rete. Tra questi alcuni rappresentanti parlamentari: quattro radicali (Marco Beltrandi, Rita Bernardini e Matteo Mecacci e il senatore Marco Perduca), uno del Pdl (Roberto Cassinelli), uno del Pd (Vincenzo Vita) e l'ex senatore della Federazione dei Verdi Fiorello Cortiana. Tra le altre firme celebri quella del professor Juan Carlos De Martin del Politecnico di Torino, traduttore delle licenze creative commons nel sistema legislativo italiano, di Guido Scorza, presidente dell'Istituto delle politiche dell'innovazione e di alcuni noti blogger, tra cui Vittorio Zambardino. A supporto della tesi sostenute nella lettera l'avallo di un recente studio realizzato dall'Authority delle tlc, l'Agcom, che conferma che lo scambio di contenuti d'autore non danneggia il mercato ufficiale.

“La speranza – dichiara a Sky.it Luca Nicotra di Agorà Digitale – è che il ministro riesca a fissare un incontro nei prossimi giorni per parlare approfonditamente del tema. Noi abbiamo pronte delle proposte precise che vanno nella direzione dell'allargamento del fair use (gli utilizzi quali la didattica o la satira considerati esenti dal compenso agli autori, ndr) e la rivisitazione delle norme sullo scambio e la condivisione dei file”. Il dibattito sembra già cominciato.

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