Caso Claps, si è svolto il secondo incidente probatorio

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Ci vorranno 60 giorni per avere i risultati delle analisi “irripetibili” che gli esperti effettueranno sui resti della ragazza rinvenuti in una chiesa di Potenza lo scorso 17 marzo. Esaminata un'ascia arrugginita che potrebbe essere l'arma del delitto

Si è spostata tutta a Salerno l'attività investigativa sull'omicidio di Elisa Claps. E' stato svolto un nuovo incidente probatorio, il secondo dal ritrovamento del cadavere  della ragazza uccisa il 12 settembre del 1993. Sono stati esaminati i  “reperti” recuperati nel sottotetto della chiesa della Santissima  Trinità dove il 17 marzo scorso è stato trovato il corpo. Il primo  incidente probatorio si era tenuto, nei giorni successivi alla scoperta, proprio nella canonica.
      
Si tratta di esami “irripetibili” perché i “reperti” potrebbero essere distrutti dopo l'esame e perciò si svolgono alla presenza  delle parti, vale a dire dei consulenti della famiglia Claps (parte offesa) e della difesa di Danilo Restivo, unico indagato per  l'omicidio della ragazza. Nel sottotetto sono stati recuperati diversi oggetti oltre agli effetti personali della ragazza. Su di essi sarà  rintracciata eventuale presenza di dna. La Procura generale di Salerno ha nominato altri quattro periti, oltre all'anatomopatologo Francesco Introna. E' dunque Salerno ora l'epicentro dell'inchiesta sia perché  la polizia scientifica non dovrebbe più tornare nella chiesa della Santissima Trinità, anche se rimane sotto sequestro, sia perché il medico legale ha depositato la perizia sull'autopsia.

Intanto il legale della famiglia Claps ha chiesto oggi di acquisire nella perizia disposta dall'incidente probatorio sul caso Claps anche un'ascia arrugginita, trovata in una busta nel sottoscala del campanile insieme ad una tuta da operaio. E' questo uno degli elementi che trapelano dall'incontro del gip con i cinque periti che dovranno eseguire i prossimi esami, nel prosieguo delle indagini.
   
Nell'elenco dei reperti vi sono anche alcune ossa della salma ritrovata il 17 marzo: alcune costole, il femore, una scapola e, secondo il legale di Danilo Restivo, Mario Marinelli, anche l'osso ioide, all' altezza del collo. A quanto si apprende gli esami disposti sulle parti del corpo della ragazza servirebbero a rilevare l'eventuale presenza di materiale metallico. Una circostanza che andrebbe nella direzione dell'ipotesi di ferite provocate da un'arma da taglio.  


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