Garlasco, i genitori di Chiara: per noi Alberto è colpevole

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Lo dicono Rita e Giuseppe Poggi in un’intervista al Corriere della Sera. Ed escludono ogni riavvicinamento all’ex fidanzato della figlia, assolto in primo grado: “Non ricorriamo in appello per poi stringergli la mano”

“Tanto per cominciare va detto che per noi Alberto era e resta il colpevole dell'omicidio di Chiara. Sia chiaro che la sentenza di assoluzione e le motivazioni non hanno cambiato nulla, non abbiamo assolto Alberto anche se c'è chi tenta di far passare un messaggio diverso”. Questo è quanto hanno dichiarato i genitori di Chiara Poggi in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Giuseppe Poggi, padre di Chiara, dice di essere saltato dalla sedia, in questi giorni, quando ha rivisto se stesso, nei giorni immediatamente successivi all'omicidio, ripetere che Stasi per lui era innocente, "fra quelle parole e oggi c'è un abisso e noi ora siamo convinti del contrario". E davanti all'ipotesi di un riavvicinamento, ventilata dal ragazzo in un'intervista tv, è molto netto: "Non ci sarà nessun riavvicinamento, lo escludo nel modo più assoluto, perciò, per favore, meglio dimenticare questa strada e non cercarci più". I Poggi continuano parlando del loro dolore: "Ogni volta che c'è qualcosa che ha a che fare con questa storia noi finiamo sotto i riflettori ed è come rivivere tutto da capo, sarebbe bello tornare nell'anonimato e riprendere la vita di prima". E a proposito del processo d'appello: "Non si può ricorrere in appello e nel frattempo stringere la mano al ragazzo accusato di aver ucciso tua figlia".

Per il papà di Chiara non c’è stato nessun chiarimento: "Alberto in tv diceva qualcosa tipo 'adesso che le cose si sono chiarite', non è così, è sbagliato, non si è chiarito niente”. E ha aggiunto: “Non ho letto da nessuna parte Alberto che esprime un ricordo di Chiara, quando in tv gli è stato chiesto quale fosse stato per lui il momento peggiore mi sarei aspettato che parlasse di quando ha trovato mia figlia sulle scale, invece ha parlato di se'". "Comunque - ha concluso Giuseppe Poggi - anche il giudice non deve essere convinto dell'innocenza di Alberto, altrimenti non l'avrebbe assolto con la formula dubitativa".

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