Mediatrade, chiesto il rinvio a giudizio per Berlusconi

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La notizia è riportata oggi da alcuni quotidiani. Al premier vengono contestati i reati di appropriazione indebita e frode fiscale. I legali: "Non ci stupisce, era un atto atteso da tempo"

La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per appropriazione indebita e frode fiscale del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nell'ambito del procedimento "Mediatrade", l'ultimo filone nato dal procedimento principale sulla compravendita dei diritti tv Mediaset .

Lo scrivono oggi alcuni quotidiani, tra cui il Corriere della Sera e la Repubblica. I pm milanesi avrebbero chiesto che vengano processati, per ipotesi di reato che vanno dalla frode fiscale all'appropriazione indebita al riciclaggio con la contestazione di episodi di reato sino al settembre 2009, anche il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, il figlio del premier e vicepresidente del gruppo Pier Silvio Berlusconi, l'uomo d'affari Frank Agrama e altre otto persone.

L'ufficio del Gup di Milano, che ha ricevuto la richiesta della procura, dovrà ora fissare la data di un’udienza preliminare in cui un giudice viene chiamato a decidere se accogliere o no le richieste di processo dell'accusa, destinata ad essere però subito fermata per effetto della nuova legge sul "legittimo impedimento" firmata dal presidente della Repubblica due giorni fa, che sospende i processi del presidente del Consiglio per 18 mesi.

"Non ci stupisce. Era un atto atteso da tempo". Così ha commentato il professor Piero Longo (che
insieme al collega Niccolo' Ghedini difende Silvio Berlusconi).
Longo ha ribadito che la richiesta di processo non è una "sorpresa", in quanto il 22 gennaio scorso era stato notificato l'avviso di chiusura dell'indagine. In generale, secondo il codice, dopo l'avviso di conclusione dell'indagine gli indagati hanno tempo 20 giorni per farsi interrogare o depositare ai pm memorie o atti a loro discarico. Dopo di che viene inoltrata la richiesta di rinvio a giudizio oppure chiesta l'archiviazione. Nel primo caso, l'istanza verrà valutata dal gup, nel secondo caso invece la parola spetta al gip.

La richiesta di rinvio a giudizio era già pronta da tempo, ma pare che la Procura abbia preferito attendere la fine del periodo elettorale e la promulgazione della legge sul legittimo impedimento, nei confronti della quale con tutta probabilità da parte della Procura verrà eccepita incostituzionalità.

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