Papa: “L’uomo non cerchi l’immortalità fisica”

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Nella Veglia di Pasqua Benedetto XVI ha affermato che un elisir di lunga vita non risolverebbe l’angoscia della morte. Nessun accenno, invece, allo scandalo dei preti pedofili

“Esultiamo Cristo è vivo”. Con queste parole Papa Benedetto XVI ha dato inizio alla Veglia di Pasqua nella Basilica di San Pietro. Il pontefice ha dedicato la sua omelia alle virtù taumaturgiche della fede e alla necessità di iniziarne il cammino rinunciando al peccato, inteso come "adorazione del potere", "cupidigia", "menzogna", "crudeltà" e "dissolutezza". La cerimonia si è aperta come di consueto con la benedizione del fuoco e l'accensione del cero pasquale. Poi, la suggestiva processione nel buio della basilica spezzato solo dalle candele, verso l'altare. Liturgia curata nei minimi particolari, con una grande attrice italiana, Giuliana Lojodice, a recitare le letture.

Nell'omelia, pronunciata al termine di un’ennesima giornata di tensione segnata dalle polemiche degli ebrei per una frase del predicatore pontificio, il Papa ha preso spunto da antiche leggende giudaiche per sottolineare, innanzitutto, il senso dell'immortalità secondo la Chiesa. Da sempre - ha detto il Papa - l'uomo cerca la "medicina dell'immortalità", e "anche oggi gli uomini sono alla ricerca di tale sostanza curativa". E "pure la scienza medica attuale cerca, anche se non proprio di escludere la morte, di eliminare tuttavia il maggior numero possibile delle sue causa, di rimandarla sempre di più, di procurare una vita sempre migliore e più lunga".

Una tentazione sulla quale il pontefice invita ad interrogarsi, osservando che, "se si riuscisse, magari non ad escludere totalmente la morte ma a rimandarla indefinitamente", "l'umanità invecchierebbe in misura straordinaria, per la gioventù non ci sarebbe più posto. Si spegnerebbe la capacità dell'innovazione e una vita interminabile sarebbe non un paradiso, ma piuttosto una condanna". E ha concluso: "La vera erba medicinale contro la morte dovrebbe essere diversa. Non dovrebbe portare semplicemente un prolungamento indefinito di questa vita attuale", ma "trasformare la nostra vita dal di dentro", "creare in noi una vita nuova", come avviene con il Battesimo.

Fedele alle attese della vigilia, il Papa non ha fatto alcun accenno alla tempesta mediatica abbattutasi su di lui e sulla Chiesa cattolica dopo gli scandali dei preti pedofili.

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