Operaio morto nella centrale Enel, martedì 8 ore di sciopero

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L’azienda elettrica assicura che sono state attuate tutte le misure di sicurezza, ma i sindacati sono sul piede di guerra. Causa dell’incidente accaduto ieri a Civitavecchia una fuoriuscita di acqua e ammoniaca e non lo scoppio di un tubo

L'incidente accaduto ieri all'interno della centrale di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia, che ha provocato la morte di un operaio di 34 anni e l'intossicazione di altri tre, "non è stato causato dallo scoppio di una tubazione", ma "da una fuoriuscita di acqua e ammoniaca". Lo rende noto Enel.

La vittima è Sergio Capitani, dipendente di una ditta locale esterna che ieri stava lavorando nella centrale a carbone dell'Enel. E’ morto per le gravissime ferite riportate.
L’incidente è avvenuto mentre i quattro operai stavano eseguendo un intervento di manutenzione di routine sulla tubazione dell'ammoniaca, utilizzata per abbassare le emissioni del monossido di azoto che si sviluppano durante il processo produttivo. Su quanto accaduto la Procura di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta.
L'Enel assicura che sono state attuate "tutte le misure di sicurezza previste", ma i sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil sono sul piede di guerra e hanno proclamato per martedì prossimo uno sciopero di 8 ore nella centrale.
Sergio Capitani è la terza vittima di incidenti sul lavoro che avviene nella centrale Enel dal 2007.

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