Caso Clasps, gli inquirenti: Elisa, ferita e soffocata

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Gli inquirenti della procura di Salerno hanno un quadro sufficientemente chiaro di quello che sarebbe successo il 12 settembre 1993. In base agli elementi il delitto sarebbe avvenuto nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza

Gli inquirenti che indagano sulla morte di Elisa Claps, scomparsa il 12 settembre 1993 e ritrovata senza vita il 17 marzo scorso, hanno ipotizzato una possibile ricostruzione della scena del delitto.
In base agli elementi ritrovati il delitto sarebbe avvenuto proprio nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità dove a distanza di quasi 17 anni è stato trovato il corpo di Elisa.

Per gli inquirenti è fondamentale in questa fase giungere a definire ciò che avvenne il 12 settembre del 1993 nella chiesa della Trinità, sotto sequestro per ordine della Procura  generale di Salerno perché sono previsti ulteriori altri sopralluoghi della polizia scientifica. Quanto alle modalità dell'omicidio, la  certezza arriverà dagli accertamenti medico-legali che sono in corso a Bari.
Due sono le ipotesi, ciascuna delle quali esclude l'altra: Elisa Claps è stata strangolata oppure accoltellata.
Nel primo caso sono  fondamentali gli esami sull'osso ioide che è stato prelevato in sede di autopsia. L'osso ioide, che costituisce il 'pavimento' della bocca  e si trova in profondità nel cavo orale, può dimostrare che c'è stato strangolamento, e quindi morte per asfissia, se dovesse risultare fratturato.

Per gli investigatori la circostanza del ritrovamento anticipato a gennaio, da parte del vice parroco, don Vagno da Silva, al momento è secondaria rispetto alla ricostruzione del delitto. Il vice parroco, che durante l'interrogatorio del 20 marzo, ha dichiarato di aver ritrovato il cadavere ma di non sapere che si trattasse di Elisa Claps, da quel momento non è stato più sentito.

Trova però conferma la notizia che in una data imprecisata, tra fine gennaio e inizio febbraio scorsi, il viceparroco della Trinità, fu informato da una donna delle pulizie del ritrovamento di uno scheletro nel sottotetto della canonica. Nel sottotetto, don Vagno rilevò anche la presenza di occhiali da vista, che controllò e ripose vicino allo scheletro. Il sacerdote ha ammesso la circostanza nel corso di un interrogatorio al quale è stato sottoposto subito dopo il ritrovamento "ufficiale", quello dello scorso 17 marzo, precisando tuttavia di non aver avuto mai certezza che si trattasse di Elisa Claps.

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