L'Aquila, un anno dopo: tra macerie e ricostruzione

L'Aquila, Corso Umberto, aprile 2010: un'anziana signora tra le chiavi lasciate dagli aquilani sulla transenna in segno di protesta contro la mancata riapertura del centro città. Agenzia fotografica Massimo Sestini
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Un viaggio nei luoghi più colpiti dal terremoto per raccontare cosa è cambiato e cosa, invece, è rimasto esattamente com'era. Tra progetto C.A.S.E., map e persone ancora in albergo. Tra inchieste e proteste

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Fotogallery e testi a cura di: Concetta Desando, Pamela Foti, Chiara Ribichini, Daniele Troilo

L'Aquila, un anno dopo. La casa dello studente, la Prefettura e il centro storico "delle carriole", il Palazzetto del Coni, l'asilo e poi i paesi dell'hinterland: Onna, Paganica e San Gregorio. A dodici mesi dal terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo tante cose sono state fatte, ma molte delle ferite di quel sisma sono ancora lì.
SKY.it ha realizzato  un viaggio fotografico nel cuore delle zone colpite dal sisma per raccontare cosa è cambiato e cosa no. SKY.it aveva già realizzato un identico reportage lo scorso settembre. Un anno dopo il terremoto le oltre 180 foto, scattate dall'Agenzia Massimo Sestini, documentano la situazione a L'Aquila e dintorni nelle ore immediatamente successive al sisma, 5 mesi dopo e oggi.

Un anno dopo sono ancora molte le persone che vivono fuori casa. Cinquantacinque mila secondo gli ultimi dati diffusi dalla Protezione civile. Nello specifico: 14.657 usufruiscono degli appartamenti del progetto CASE, i complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili; 8.500 hanno preso possesso dei Map, i moduli abitativi provvisori, 4.305 alloggiano negli alberghi, sparsi sia nell’aquilano che lungo la costa, e 768 vivono negli appartamenti usati dalle delegazioni durante il G8. Infine, altri 27.316 sono sistemati provvisoriamente con diverse modalità. Sono le cosiddette “autonome sistemazioni” che ricevono un contributo mensile che può arrivare fino a 700 euro.

La Protezione civile ha annunciato entro maggio la consegna dei Map nei comuni fuori da L’Aquila: un totale di 2.000 moduli per circa 6.000 persone. Sono in tutto 1.116 invece le villette costruite su 19 località del comune, 880 delle quali sono già state assegnate alle famiglie, mentre 236 verranno date nei prossimi giorni. Tra queste anche i moduli in legno donati, 157 in tutto.
Per quanto riguarda la realizzazione di altre strutture affidate dalla Protezione civile, è prevista per il 5 aprile l’inaugurazione della mensa “Celestino V”. È  invece stata affidata da poco la progettazione e la costruzione della palestra e del centro giovani “Canada” a Lenze di Coppito e sarà presto assegnata anche la progettazione e la realizzazione di un Auditorium temporaneo nel Comune dell’Aquila.

Gli aquilani però, più di ogni altra cosa, sembrano rivolere la loro città. Le piazze, le chiese, le scuole. Luoghi di aggregazione, spazi di vita comune venuti a mancare improvvisamente insieme alle 307 vittime del sisma. In questi mesi hanno provato a farsi sentire in tutti i modi. Le carriole sono diventate il simbolo e il megafono della loro voce. Senza contare le polemiche seguite alle inchieste della magistratura e la rabbia per "quelli che ridevano durante il terremoto". Con questo spirito, e tra mille difficoltà, gli aquilani si sono recati alle urne per scegliere il presidente della Provincia. Alle elezioni del 28 e 29 marzo ha vinto il candidato del centrodestra Antonio Del Corvo, che ha battuto il governatore uscente del Pd Stefania Pezzopane. A L’Aquila la Pezzopane ha però preso il 56,7% dei voti mentre Del Corvo si è fermato al 42,7%.

Parallela alla rinascita della città, cammina l'inchiesta della Procura della Repubblica per individuare le eventuali responsabilità nei crolli di edifici pubblici e privati. Il Procuratore capo della Repubblica de L'Aquila, Alfredo Rossini, e il sostituto procuratore Fabio Picuti, hanno messo la lente di ingrandimento su oltre 200 edifici tra quelli pubblici e privati, dando la priorità a quelli in cui ci sono state vittime. Le persone finite sotto inchiesta sono complessivamente trenta.

In tutto ciò non sono da dimenticare i beni culturali: sono circa 1.700 i monumenti seriamente lesionati dal sisma, 44 furono inseriti in un elenco di edifici da far "adottare" ai partecipanti al G8, accorsi a L'Aquila nel luglio 2009, quando ancora gran parte della popolazione viveva nelle tendopoli allestite intorno alla città. I leader del G8 si fecero fotografare tra le macerie e promisero di partecipare alla ricostruzione, ma allo stato attuale solo per 12 monumenti sono arrivati impegni concreti da altri Paesi.



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