Pedofilia, Cei: pronti a collaborare con la magistratura

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Di fronte ai reati di pedofilia i vescovi italiani puntano su "una leale collaborazione con le autorità dello Stato". Ma per il cardinale Ruini, al di là dello scandalo, è anche emerso "uno spirito che vorrebbe sradicare la fiducia nella Chiesa"

Sgomento e rimorso per gli errori di qualcuno e piena collaborazione con le autorità dello Stato. E' quanto emerge, in sintesi, dal comunicato finale dei lavori del Consiglio episcopale permanente, diffuso oggi dalla Cei. Di fronte ai reati di pedofilia i vescovi italiani "non si oppongono, ma anzi convergono, con una leale collaborazione con le autorità dello Stato, a cui compete accertare la consistenza dei fatti denunciati". 

"I Vescovi del Consiglio permanente hanno riaffermato - si legge nel documento - la vicinanza alle vittime di abusi e alle loro famiglie, parte vulnerata e offesa della Chiesa stessa".  Ed esprimono "sgomento, senso di tradimento e rimorso per ciò che è stato compiuto da alcuni ministri della Chiesa".

"Ancora una volta - spiega la Cei - è stata confermata  l'esigenza di un'accurata selezione dei candidati al sacerdozio, vagliandone la maturità umana e affettiva oltre che spirituale e  pastorale. Si è pure sottolineato il valore del celibato, che non  costituisce affatto un impedimento o una menomazione della  sessualità, ma rappresenta, specialmente ai nostri giorni, una forma  alternativa e umanamente arricchente di vivere la propria umanità in  una radicale donazione a Cristo e alla Chiesa".

Sul tema caldo dei reati di pedofilia, commessi dai chierici, è ritornato nel pomeriggio del 30 marzo anche il cardinale Camillo Ruini, già Vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma e, attualmente, Presidente del Comitato per il progetto culturale della Cei. Ospite di Radio Vaticana che lo ha intervistato sui testi scritti per le meditazioni della prossima Via Crucis papale al Colosseo, il porporato ha dichiarato che, indubbiamente, c'è "sofferenza per le colpe dei figli della Chiesa, in particolare dei sacerdoti". Ma il cardinale Ruini ha anche rilevato che c'è "sofferenza per una volontà ostile alla Chiesa", di cui è prova uno spirito "non solo polemico ma che vorrebbe sradicare la fiducia nella Chiesa e alla fine, come io temo, la fede in Cristo, la fede in Dio dal cuore degli uomini".

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