A L’Aquila, un Map invece di una casa: che c’è di male?

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Si chiamano Moduli abitativi provvisori e sono un’alternativa che i terremoti preferiscono ai Complessi sostenibili antisismici ed ecocompatibili (CASE). Guarda la sesta puntata dell’inchiesta di Action Aid

“Avevo delle perplessità sulla scelta di occupare territorio, di insediare case durevoli e non amovibili. In più è difficile affrontare una riorganizzazione sociale in contesti di questo tipo”. Lo dice la presidente della Provincia Stefania Pezzopane parlando del progetto CASE. Perplessità le sue, condivise dalla maggior parte degli aquilani. “Potevano fare casette di legno e investire quei soldi nella ricostruzione” dicono i cittadini che si lamentano anche di “aver perso l’identità”. “Siamo stati divisi, vivo in un posto dove non conosco più neanche chi ho davanti”. L’esperienza delle casette di legno (Map) di Onna dimostra che si sarebbe potuto fare diversamente. Proprio ai Moduli abitativi provvisori (i cosiddetti Map) è dedicata la sesta puntata dell'inchiesta di Action Aid L’Aquila a pezzi, realizzata da Cecilia Mastrantonio e Sebastiano Tecchio.

TUTTE LE PUNTATE DELL'INCHIESTA



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