Caso Claps, il parroco: "Non sapevo nulla di quel cadavere"

1' di lettura

La procura di Potenza conferma: Don Ambrogio era a conoscenza già da gennaio della presenza di alcuni resti umani nel sottotetto della chiesa dove è stato trovato il corpo della ragazza. Lui smentisce: “Sfido chiunque a dimostrarlo”

GUARDA LA FOTOGALLERY

Nuovo colpo di scena nel giallo di Elisa Claps. Il parroco della Santissima Trinità di Potenza, Ambroise Apakta, conosciuto dai fedeli come don Ambrogio, seppe nello scorso gennaio del ritrovamento di alcuni resti umani nel sottotetto della chiesa. Lo confermano fonti della Procura di Salerno, che indaga sul caso di Elisa Claps. Alla Procura non risultano però elementi per stabilire che il parroco avesse collegato quei resti alla ragazza scomparsa 17 anni fa.

"Sfido chiunque a dimostrare che sapevo della presenza del cadavere di Elisa Claps prima del 17 marzo scorso: inoltre, non ho mai messo piede nel sottotetto della canonica, mai da quando sono stato nominato parroco": lo ha detto don Ambrogio commentando gli ultimi sviluppi del caso.

Don Ambrogio è stato nominato parroco della Santissima Trinità il 20 luglio 2008. Alla domanda se il suo viceparroco, don Vagno, gli abbia mai riferito qualcosa su ciò che vi era nel sottotetto della canonica, il sacerdote ha risposto: "Non mi ha mai riferito nulla e anche le donne delle pulizie mi hanno mai detto nulla". Confermando di aver detto tutto cio' agli investigatori, don Ambrogio ha aggiunto: "I lavori per riparare i danni provocati dalle infiltrazioni di acqua li ho voluti io, ma non sono mai salito nel sottotetto". Richiesto di spiegare il susseguirsi delle notizie di oggi e il loro senso, il sacerdote ha concluso: "Non so spiegare a che gioco si vuole giocare".

Intanto l'arcivescovo della diocesi di Potenza, monsignor Agostino Superbo rientra a Potenza da Roma a seguito della notizia. "Non posso dire niente sto tornando a Potenza per accertarmi personalmente della situazione", ha detto Superbo. L'arcivescovo è in contatto con la Questura di Potenza su questi ultimi sviluppi.

La notizia che il cadavere d'Elisa Claps, rinvenuto, il 17 marzo, nel sottotetto della basilica potentina della Santissima Trinità, fosse già stato scoperto a gennaio da due donne addette alla pulizia della chiesa, era stata riportata dal quotidiano La Provincia Pavese. Secondo il giornale del rinvenimento furono subito informati l'amministratore parrocchiale don Ambroise Apakta e il suo vice don Vagno.

La procura generale di Salerno, ha sentito a lungo in questi giorni i due sacerdoti e le due donne delle pulizie che però negano. Annalisa Lo Vito, una delle due domestiche ha dichiarato ai cronisti: “Il viceparroco della Santissima Trinità don Vagno ha mentito. Né io né mia madre abbiamo mai trovato quel cadavere e l'abbiamo detto ai magistrati di Salerno". "Il sacerdote - ha aggiunto - ha detto agli investigatori che il cadavere di Elisa Claps è stato trovato a gennaio e che quella scoperta l'avremmo fatta mia madre ed io. Su questo siamo state interrogate per ore sabato dai magistrati di Salerno: a loro abbiamo detto di non aver mai ritrovato il cadavere di Elisa Claps. La prima volta che siamo salite su quel terrazzo è stata il 10 marzo", sette giorni prima del ritrovamento del cadavere.

Nel frattempo del giallo di Potenza e dell'indagine in corso ha parlato, a margine d'una conferenza stampa al Viminale, il capo della polizia Antonio Manganelli, che ha dichiarato: "Un'indagine così complessa merita rispetto e silenzio sulle dinamiche di ciò che è accaduto e di ciò che avverrà. C'è una procura che sta ricostruendo i fatti e credo che presto avremo novità, che possano rispondere a tante domande".

Per il caso di Elisa Claps è indagato Danilo Restivo, l'ultimo ad aver visto la giovane prima della sua scomparsa.

Guarda anche:
Elisa Claps, eseguita a Bari l'autopsia
La mamma di Elisa riconosce tre oggetti
Caso Claps: un mistero lungo 17 anni
Una speranza di verità in Inghilterra
Potenza si ferma per ricordare Elisa Claps
La mamma di Elisa: ora verità
Gli investigatori: l'assassino non agì da solo
Danilo Restivo: sono tranquillo

Leggi tutto