In cattedra a quarant'anni

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E' questa l'età media degli insegnanti neo-assunti nel 2009. Il nostro corpo docente è il più anziano tra i paesi OCSE. Lo rivela "Il rapporto sulla scuola in Italia 2010" (Laterza), curato dalla Fondazione Giovanni Agnelli. Leggine un estratto

a cura della Fondazione Giovanni Agnelli

Donna, quarantenne e con una decina d’anni di precariato alle spalle: questo il profilo prevalente del docente neoassunto.
L’insegnamento come professione femminile è confermato dalla presenza dell’85,7% di donne tra i neoassunti 2009. L’età dei neoassunti dell’a.s. 2008-09 si dispiega secondo un ventaglio generazionale molto ampio, che si estende dai 24 ai 66 anni, con una media di 40,2 anni, leggermente inferiore al dato del 2008 (41 anni). Solo il 2,5% ha meno di 30 anni.
L’elevata età media dei nostri insegnanti è un’anomalia esclusivamente italiana: il nostro corpo docente è il più anziano tra i paesi OCSE. Tra le otto regioni della nostra indagine, le due del Sud mostrano un’età media più alta (Puglia: 42,1; Campania: 42,2), mentre è in Piemonte che troviamo i docenti più giovani (39 anni). Questi dati trovano conferma anche nei dati del MIUR sull’intero corpo docente (si veda più avanti il paragrafo 13): l’ingresso in ruolo in una regione del Nord avviene a un’età di 2/3 anni inferiore rispetto a una del Sud. Che, infine, i docenti neoassunti over 55 siano più numerosi degli under 30 è un’ulteriore riprova di una anomalia del nostro sistema di reclutamento di insegnanti, che non garantisce un ricambio generazionale del corpo docente.

Per età, i neoassunti si distribuiscono in modo differente nei diversi gradi di scuola. Nella primaria troviamo insegnanti più giovani: l’età media scende a 37 anni e il 65% ha meno di 40 anni, con un 4,9% di under 30. Per contro, i docenti del secondo grado sono sensibilmente più anziani: l’età media sale a 42,4 anni, e la fascia degli under 40 si riduce al 35%. Nell’infanzia l’età media dei neoassunti è di 40,4 anni, con il 50% dei nuovi maestri che supera i 40 anni. La principale causa dello scarso ricambio generazionale nella scuola italiana è – come sappiamo – un sistema di reclutamento che alimenta un lungo periodo di precariato e privilegia la regolarizzazione dei docenti già occupati nella scuola con contratti a tempo determinato, rispetto all’assunzione di personale nuovo e più giovane.
In effetti, la durata media del precariato per i neoassunti 2008-09 è stata di 10,6 anni, contro i 10,7 del 2007-08. Solo il 16,1% è entrato in ruolo entro 5 anni dalla prima esperienza lavorativa nella scuola, mentre il 36,8% ha alle spalle oltre 10 anni di insegnamento con contratti a tempo determinato. Addirittura il 9,5% ha atteso oltre 20 anni per l’assunzione. Tempi d’attesa tanto lunghi sono più frequenti tra gli insegnanti di storia dell’arte, musica, educazione fisica. Il confronto con l’anno scolastico 2007-08 mostra una significativa diminuzione dei docenti con oltre 10 anni di precariato (scesi del 10%), mentre sono cresciuti i docenti con 6-10 anni di precariato, la cui quota raggiunge il 47,1% del totale (nell’indagine precedente era del 37,2%).

È invece leggermente calata l’incidenza dei docenti neo - assunti con un solo anno di precariato o senza espe rienza precedente: dall’8,5% del 2007-08 si è ridotta al 6,5% del 2008-09. Grado di scuola e tipologia di posto incidono sensibilmente sulla durata del precariato e sul turnover degli insegnanti. Riguardo al tipo di posto, il sostegno rappresenta una corsia preferenziale per un più rapido accesso al ruolo: solo il 26,9% deve attendere oltre 10 anni, quasi il 60% raggiunge il contratto a tempo indeterminato tra i 6 e i 10 anni di precariato. La maggior velocità con cui i docenti di sostegno passano di ruolo può costituire un incentivo a intraprendere questo tipo di specializzazione.
Tra i neoassunti nell’a.s. 2008-09, i docenti di sostegno rappresentano una quota del 24,6%, più del doppio della percentuale di posti di sostegno nella dotazione organica nazionale, che si attesta all’11,4%. Fra gli insegnanti di sostegno, tuttavia, si registra un turnover molto alto, agevolato da disposizioni che consentono il passaggio a un posto comune dopo 5 anni dall’assunzione su posto di sostegno, con diverse conseguenze indesiderabili, in particolare una carenza di continuità didattica che danneggia particolarmente gli allievi disabili. Un’ulteriore conseguenza negativa di questo meccanismo è che le competenze specifiche acquisite dai docenti di sostegno non vengono, in caso di passaggio al posto comune, adeguatamente impiegate e valo - rizzate, e che molti posti di sostegno sono conseguentemente assegnati anche a personale non specializzato.

I tempi per l’ingresso definitivo nella scuola si abbreviano sensibilmente se si dispone di titoli professionalizzanti, in primo luogo la laurea in Scienze della formazione, che rappresenta il titolo abilitante per insegnare nella scuola dell’infanzia e in quella primaria: per i docenti che ne sono in possesso, la durata media del precariato scende a 7,2 anni.
Tra i neoassunti della secondaria, il diploma SSIS3 accelera l’ingresso in ruolo: la durata del precariato per chi lo possiede è di 9 anni, un anno e mezzo in meno circa della media di tutti i neoassunti intervistati. L’abilitazione attraverso i corsi di studio professionalizzanti sembra dunque essere un percorso favorevole all’ingresso anticipato nella scuola. La chiusura delle SSIS e la revisione globale della formazione iniziale determineranno a breve nuovi fattori nel meccanismo delle assunzioni, che ci si augura riescano a sanare alcune delle anomalie qui delineate.
©2010, Gius. Laterza & Figli

Tratto da Rapporto sulla scuola in Italia, a cura della Fondazione Giovanni Agnelli, Laterza, pp.216, euro 20

La Fondazione Giovanni Agnelli è un istituto indipendente di cultura e di ricerca nel campo delle scienze umane e sociali. È stata fondata nel 1966 dalla Fiat e dall'IFI, che le hanno conferito il patrimonio, in occasione del centenario della nascita del Senatore Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat. Ha sede a Torino. È membro del Governing Council dell' European Foundation Centre di Bruxelles, che riunisce le principali fondazioni attive in Europa.

L’indagine sui docenti neoassunti è stata svolta tra maggio e giugno del 2009 ed è stata coordinata da Laura Gianferrari (USR Emilia Romagna) e Stefano Molina (Fondazione Giovanni Agnelli).

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