Mafia, don Ciotti: la politica guardi alle vittime

Don Luigi Ciotti, fondatore di "Libera"
1' di lettura

A Milano la XV Giornata della Memoria organizzata anche quest'anno dall'associazione "Libera" di don Ciotti in ricordo dei caduti nella lotta contro la criminalità organizzata. Ecco i nomi delle 900 vittime che saranno ricordate in piazza Duomo

di Filippo Maria Battaglia

Non sarà “un corteo, o una piazza occupata, o una manifestazione”. Piuttosto, “un abbraccio sincero ai familiari delle vittime”.
Così don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha presentato la XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, che quest’anno si svolge a Milano.
Seminari, convegni, incontri coi parenti dei caduti nella lotta alla criminalità organizzata e, soprattutto, la lettura pubblica dei nomi delle novecento vittime dal 1893 al 2009

Con un unico, ambizioso, obiettivo: evitare di “farsi perniciose illusioni e far cadere l'attenzione” perché, per utilizzare le parole di Paolo Borsellino, “le mafie hanno un'impressionante capacità di cambiamento”.
Dopo gli incontri tra gli oltre cinquecento familiari delle vittime che si sono riuniti venerdì a Milano, l’appuntamento è fissato per sabato: prima il corteo, che partirà da Porta Venezia; poi, alle 11,30, in piazza Duomo, la lettura pubblica dei nomi delle donne e degli uomini che hanno perso la vita per lottare contro la criminalità organizzata.
Nel pomeriggio, spazio a poi convegni, seminari e congressi di approfondimento organizzati un po’ ovunque nel capoluogo lombardo.

Quest’anno il focus della manifestazione è incentrato sulla “dimensione finanziaria della mafia”. Anche per questo, dopo Gela, Corleone, Napoli i promotori dell’organizzazione hanno deciso di scegliere la città meneghina: “Milano– si legge sul sito dell’associazione - è la città in cui fu ucciso nel 1979 Giorgio Ambrosoli, avvocato esperto in liquidazioni coatte amministrative, che stava indagando sui movimenti del banchiere siciliano Michele Sindona”; ma è anche il luogo in cui “in cui il 27 luglio del 1993 ci fu una delle bombe che esprimevano l'attacco diretto allo Stato da parte della mafia: la strage di via Palestro, nei pressi del Padiglione di Arte Contemporanea”.
Il capoluogo lombardo è inoltre “la città in cui si terrà l'Expo nel 2015, una manifestazione che attrarrà ingenti capitali e su cui sarà importante vigilare al fine di non consentire l'infiltrazione delle mafie”. E' per queste ragioni che Libera l’ha scelta: il modo migliore per ricordare a tutti che, nonostante gli ultimi colpi inferti alla criminalità organizzata, “l’occhio deve restare vigile, anche perché c’è ancora tanto da fare”.

Guarda il video di presentazione della manifestazione:


Leggi tutto