L’Aquila, la “difficile impresa” di commercianti e artigiani

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A quasi un anno dal sisma sono oltre 16 mila le persone senza lavoro. Tra questi molti titolari di negozi che hanno perso la loro attività e che oggi non riescono a ripartire. Guarda in anteprima la quarta puntata dell’inchiesta di Action Aid

A L’Aquila, un anno dopo il terremoto, la situazione lavorativa è uno dei principali problemi. Proprio alle difficoltà di far ripartire l’economia è dedicata la quarta puntata dell’inchiesta di Action Aid L’Aquila a pezzi, realizzata da Cecilia Mastrantonio e Sebastiano Tecchio.

Per il segretario provinciale Cgil L’Aquila Umberto Trasatti sono “16 mila persone senza lavoro” . Di queste “8 mila sono dipendenti che usufruiscono degli ammortizzatori sociali ordinari in deroga, mentre tutti gli altri sono lavoratori con contratti a progetto o collaborazione, ai quali si uniscono tutti i liberi professionisti, gli artigiani e i commercianti che hanno perso la loro attività e hanno usufruito di 800 euro mensili per soli tre mesi”.
Erano 1800 le attività tra artigianato, commercio, professionisti e servizi nel centro de L’Aquila. Oggi sono molti i negozianti che vorrebbero riaprire, ma i prezzi dei pochi locali disponibili sono altissimi: circa 3000 euro mensili per 100 metri quadri. E anche fuori dalla città la situazione è complicata.
In sintesi, per usare le parole di un’imprenditrice: “L’Aquila resta una città fantasma e le case che sono state costruite sono solo dei dormitori”.

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