Stragi del '93, arrestato il boss che parlava in codice

Un'immagine d'archivio della strage di via dei Georgofili a Firenze il 27 maggio 1993
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Francesco Tagliavia, indagato per gli attentati del '93 a Firenze, Roma e Milano, è tra i condannati per la strage di via D'Amelio del 1992, nella quale morirono Borsellino e gli uomini della scorta. Procuratore: determinante l'aiuto di Spatuzza

La nuova ordinanza di custodia cautelare per le stragi mafiose del 1993-'94, disposta dal gip di Firenze, è stata notificata in carcere a Francesco Tagliavia, 56 anni. 

Francesco Tagliavia, il nuovo indagato nell'ambito dell'inchiesta sugli attentati con autobombe del '93 a Firenze, Roma e Milano, è inoltre tra i condannati all'ergastolo per la strage di via D'Amelio del 19 luglio 1992, nella quale morirono il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.
Arrestato nel 1993, Tagliavia è attualmente detenuto nel carcere di Viterbo dove oggi gli è stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Firenze nell'ambito dell'indagini per le stragi del '93, in via dei Georgofili a Firenze (27 maggio), in via Palestro a Milano (27 luglio) e alle chiese di San Giovanni in Laterano e di San Giorgio al Velabro a Roma (28 luglio), e per i fallitti attentati a Maurizio Costanzo (14 maggio 1993), al pentito Totuccio Contorno (14 aprile 1994) e allo stadio Olimpico (23 gennaio 1994).

Gli inquirenti contestano a Tagliavia di aver contribuito alla realizzazione degli attentati, essendosi attivato, in ragione anche della sua collocazione ai vertici della famiglia di Corso dei Mille, nell'organizzazione dei fatti di strage, e nella gestione della fase attuativa dei delitti, mettendo a disposizione alcuni esecutori e finanziandone le relative trasferte. Alla nuova ordinanza di custodia cautelare si è arrivati dopo oltre due anni di indagini - dirette dalla procura della Repubblica di Firenze e svolte dalla Dia di Firenze in collaborazione con i centri operativi della Direzione investigativa antimafia di Roma e Palermo - che hanno interessato Toscana, Sicilia, Lombardia, Abruzzo, Lazio e Marche. Nel corso dell'operazione sono state eseguite diverse perquisizioni a Palermo, L'Aquila, Padova e Parma, nei confronti di soggetti "del contesto relazionale dell'indagato", con la collaborazione dei Centri operativi Dia di Padova, Roma e Palermo e di personale della polizia penitenziaria.

"Un contributo assolutamente determinante, forse primario, è stato fornito dal collaboratore Gaspare Spatuzza". Lo ha detto il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi.  parlando dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere notificata oggi a Francesco Tagliavia per l'inchiesta sulle stragi del '93. Quattrocchi ha spiegato che "Spatuzza ha riferito circostanze e richiamato persone, situazioni e occasioni che hanno trovato rispondenza in una serie di verifiche che vedevano Tagliavia organicamente inserito in Cosa nostra e capace di manovrare forze operative, gli esplosivisti, che da lui dipendevano e che lui ha orientato nella preparazione e nell'esecuzione delle stragi".

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