Strage di Erba, si torna in aula

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Processo d'appello per i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi già condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Como per l’eccidio dell’11 dicembre 2006. Azouz Marzouk: “Sono qui per avere giustizia”

Si è tenuta oggi, alla Seconda corte d'assise d'appello di Milano, la prima udienza del processo per la strage di Erba, l'udienza è stata aggiornata a venerdì prossimo. La difesa ha richiesto tre udienze che il presidente della Corte, Maria Luisa Dameno, ha fissato per i giorni 22 e 24 marzo e per il 14 aprile. Nel corso della sua requisitoria sulle eccezioni preliminari, che si concluderà venerdì prossimo, il sostituto procuratore generale Nunzia Gatto ha ribattuto alle richieste presentate dalla difesa per l'appello. In particolare, rispetto all'ipotesi sollevata dalla difesa che i colpevoli vadano cercati all'interno della famiglia Castagna o in una vendetta contro Marzouk per motivi di droga, la Gatto ha spiegato che "non esistono possibili spiegazioni alternative a quelle emerse in primo grado perché sono state sperimentate tutte in tutte le direzioni e non è emerso nulla né rispetto ai Castagna, né rispetto a Marzouk". Annunciando che spiegherà più diffusamente le sue tesi quando si entrerà nel merito, il sostituto procuratore generale ha poi affrontato il tema, sempre sollevato dalla difesa, del "falso ricordo" del supertestimone Mario Frigerio, scampato per miracolo alla strage. "La sua memoria è perfetta e non ha alcun bisogno di essere tormentato da nuove consulenze", ha continuato la Gatto, sottolineando "che il processo è già stato fatto e quindi mi oppongo alla richiesta della difesa di rinnovazione perché tutte le attività sono state dettagliatamente svolte in un anno di processo di Corte d'assise".

"E' passato del tempo, ma sono cose che non si possono dimenticare". Azouz Marzouk, il tunisino che nella strage ha perso la moglie, il figlio di poco piu' di due anni e la suocera nella strage di Erba, l'11 dicembre del 2006, stamani ha voluto essere al palazzo di Giustizia di Milano dove comincia il processo d'appello. "Non ho nessun dubbio sulla loro colpevolezza - ha detto Azouz - sono qui per avere giustizia". Vuoi rimanere in Italia? "Credo sia un mio diritto, di mia moglie e del bambino che nascera' in estate".



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