Caso Pipitone, al via il processo

Denise Pipitone
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Si è aperto davanti al tribunale di Marsala il procedimento nei confronti di Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, la bimba rapita il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo. La difesa chiede che l'imputata venga giudicata dal Tribunale dei minori

Si è aperto davanti al tribunale di Marsala, presieduto da Riccardo Alcamo, il processo a Jessica Pulizzi, 22 anni, sorellastra di Denise Pipitone, la bimba rapita il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo. Pulizzi, che è assente all'udienza perché, secondo i suoi legali è malata, è imputata per concorso in sequestro di minore, con l'aggravante applicata quando la vittima ha meno di 14 anni, insieme all'ex fidanzato, il tunisino Gaspare Ghaleb, che però deve rispondere solo di false dichiarazioni al Pm. Per l'accusa, la ragazza, che all'epoca dei fatti era ancora minorenne, avrebbe rapito per vendetta e gelosia la sorellastra, frutto di una relazione extraconiugale del padre.

In apertura di processo, i legali di Jessica Pulizzi hanno chiesto che la loro assistita venga giudicata dal Tribunale dei minori. "L'imputata - ha osservato l'avvocato Gioacchino Sbacchi - al momento del rapimento avvenuto a Mazara del Vallo (TP) il primo marzo del 2004 aveva solo 17 anni". La stessa richiesta era stata avanzata nel corso dell'udienza preliminare ma era stata respinta dal gup.

Al processo si sono costituiti parte civile Piera Maggio e Tony Pipitone, genitori di Denise, e Piero Pulizzi, il padre naturale della piccola rapita e dell'imputata. Quest'ultimo ha spiegato la sua decisione "sofferta", sottolineando di non volersi costituire "contro mia figlia, ma per conoscere la verità”.

Anche la madre di Jessica Pulizzi, Anna Corona, risulta indagata per lo stesso reato, ma in un altro troncone di indagine aperto in seguito alle sollecitazioni del difensore di Piera Maggio, l'avvocato Giacomo Frazzitta. Il Gip di Marsala, Caterina Greco, ha infatti incaricato i carabinieri del Ris di eseguire un "accertamento unico irrepetibile" in un casolare di Villagrazia di Carini (Palermo) nella disponibilità di Anna Corona, che potrebbe essere stato utilizzato come prigione per tenere segregata la bimba. Il giudice ha invece rinviato al 18 marzo l'udienza per l'affidamento dell'incarico agli esperti che dovranno eseguire l'incidente probatorio diretto ad accertare la validità dei tracciati del cellulare in uso alla donna e che si riferiscono ai suoi spostamenti da Mazara del Vallo a partire dalla notte del 2 Settembre 2004.

Anna Corona ha difeso la figlia dall'accusa di essere "un mostro, una ladra di bambini" e ha aggiunto: "sulla mia famiglia si è abbattuta la violenza psicologica di un processo mediatico". Una tesi sostenuta anche dal legale di Jessica Pulizzi, l'avvocato Gioacchino Sbacchi, che lamenta un "massacro mediatico" nei confronti della sua assistita. Ma Piera Maggio, mamma della piccola Denise, ribatte: "L'unico massacro è quello al quale sono stata sottoposto io da cinque anni. Adesso chiedo giustizia".

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