Blitz antimafia, il boss crotonese tenta la fuga sul tetto

Nella foto Pasquale Manfredi, 33 anni
1' di lettura

Arrestato dalla polizia il latitante Pasquale Manfredi, della cosca Nicosia di Isola capo Rizzuto: è accusato di associazione mafiosa, estorsione e degli omicidi di Carmine Arena e di Pasquale Tipaldi.

Gli uomini del Servizio centrale operativo e della squadra mobile di Crotone, con l'aiuto degli specialisti della polizia scientifica di Roma, hanno arrestato Pasquale Manfredi, latitante dal 4 dicembre 2009 ed inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi.

L'uomo, elemento di vertice della cosca Nicosia-Manfredi di Isola Capo Rizzuto, è ritenuto responsabile di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidi, reati estorsivi, traffico di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi, anche da guerra. Gli agenti, dopo aver circondato lo stabile in via Kennedy di Isola Capo Rizzuto, hanno fatto irruzione nella palazzina ed hanno rintracciato Manfredi, mentre tentava fuggire dal tetto.

L'uomo si è arreso senza opporre resistenza. Successivamente, è stata effettuata un'accurata perquisizione dell'intero edificio e sono stati individuati i probabili fiancheggiatori, parenti del latitante. Pasquale Manfredi è ritenuto responsabile di 2 omicidi, quello di Carmine Arena e di Pasquale Tipaldi, avvenuti rispettivamente nell'ottobre 2004 e nel dicembre del 2005.
Secondo gli investigatori, è senza ombra di dubbio il più pericoloso pregiudicato della provincia crotonese, sospettato di aver eseguito numerosi altri omicidi, sui quali la locale Squadra Mobile sta svolgendo approfondite e meticolose indagini.

Leggi tutto