Aggredito a Roma il figlio del sindaco Alemanno

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Il ragazzo era in compagnia di un amico quando 7 uomini li hanno avvicinati e aggrediti malmenandoli. Gli aggressori hanno spiegato di aver scambiato il figlio del sindaco e il suo amico per altri due ragazzi con i quali avevano avuto uno screzio

"Eccolo è lui è quello che ci ha aggrediti la settimana scorsa, prendiamolo e gonfiamolo". Così con questa frase nel giro di pochi istanti Manfredi, il figlio quindicenne del sindaco di Roma Gianni Alemanno ed un suo amico di 16 anni ieri sera si sono visti piombare addosso un gruppo di 7 giovani, quattro maggiorenni e tre minorenni, italiani e figli di immigrati, in piazza Euclide nel quartiere Parioli a Roma.

Pochi attimi e i due giovani sono stati colpiti con schiaffi, pugni e spintoni. Nel corso della lite però Manfredi e il suo amico sono riusciti a fuggire e ripararsi nel vicino bar Thomas da dove hanno avvertito la polizia. Gli agenti del vicino commissariato nel frattempo erano già stati chiamati da un testimone che aveva assistito alla scena e in pochi attimi sono arrivati in piazza Euclide. La polizia quindi ha identificato il gruppo di giovani aggressori tutti originari di Capoverde e delle Filippine e le due giovani vittime scambiate per altri due ragazzi che qualche giorno prima avevano avuto uno screzio col gruppo di giovani italiani di origine straniera.

Sia il figlio del sindaco Alemanno sia l'amico hanno raccontato alla polizia di aver percepito di essere stati scambiati per altri due ragazzi e, nello stesso tempo, il gruppo di aggressori interrogati da funzionari della Digos romana hanno raccontato la stessa versione.
Secondo gli accertamenti della polizia la vicenda è stata chiarita in breve tempo ma all'origine nessuna altra motivazione se non quella raccontata sia dalle vittime sia dagli aggressori. Per questo motivo la moglie del sindaco Alemanno, Isabella Rauti e la mamma dell'altro giovane aggredito non hanno sporto denuncia. Nessuno dei sette ragazzi identificati dalla polizia ha precedenti penali, sono tutti studenti e figli di immigrati che in Italia lavorano regolarmente.

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