Inchiesta Rai, il premier: "A Trani violazioni legalità"

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Dopo aver chiesto alla Procura di sapere ufficialmente se sia iscritto nel registro degli indagati, il cavaliere s'è detto scandalizzato da un'iniziativa che definisce grottesca. Intanto slitta l’arrivo in città degli ispettori inviati da Alfano

Intervistato dal Gr1 sull'inchiesta Rai-Agcom in corso a Trani, il presidente del Consiglio ha detto d'essere "scandalizzato, perché ci sono state palesi violazioni di legge: è un'iniziativa grottesca". Berlusconi ha quindi precisato di non essere affatto preoccupato, essendo intervenuto "a destra e a manca contro i processi in tv. Le mie sono posizioni non soltanto lecite ma doverose". Lo stesso contenuto delle intercettazioni non desta per il premier alcun problema, "perché è un diritto del Presidente del Consiglio di parlare al telefono con chiunque senza essere intercettato, anche surrettiziamente, come avvenuto qui".
Nella mattinata del 15 marzo Silvio Berlusconi aveva chiesto alla Procura di Trani di sapere ufficialmente se il suo nome fosse iscritto nel registro degli indagati. La richiesta è stata depositata all'ufficio registro generale della Procura ai sensi dell'art. 335 del Codice di procedura penale dopo la diffusione di notizie di stampa secondo le quali Berlusconi sarebbe indagato per concussione. Il capo del governo, infatti, non ha mai ricevuto dalla Procura di Trani alcun avviso di garanzia.

Sul tema è interventuo anche il deputato e avvocato del premier Niccolò Ghedini: "L'irrilevanza penale dei fatti, e comunque la totale e assoluta incompetenza territoriale di quella Procura" sono dimostrate, secondo l'avvocato, dalle notizie sulle indagini in corso a Trani. Ghedini sottolinea inoltre "la reiterata e continua violazione del segreto di indagine".

Il 14 marzo, in occasione della cerimonia per i novant’anni di Don Verzé il premier Silvio Berlusconi era interventuto parlando di "aria avvelenata". Il riferimento implicito del presidente del Consiglio era proprio al caos liste e all’inchiesta della Procura di Trani sulle presunte pressioni che il premier avrebbe esercitato sull’Agcom per far chiudere Annozero.

Nel frattempo è ancora polemica sull'invio degl'ispettori ministeriali da parte del guardasigilli. Accertamenti sulla competenza territoriale e su un eventuale “abuso” delle intercettazioni: sarebbe questo il mandato ricevuto dagli ispettori del ministero della Giustizia che saranno a Trani non oggi, ma molto probabiklmente domani, per verificare eventuali anomalie compiute dalla procura nell' indagine Rai-Agcom . L'invio degli ispettori ha suscitato le proteste dell'Anm di Bari che lo ritiene un "rischio di intralcio all'inchiesta", mentre di fronte alla procura di Trani si terrà una protesta di parlamentari e dirigenti locali dell'Idv.

Ma sulla questione degl'ispettori ministeriali è intervenuta anche la maggioranza dei consiglieri del Csm, che ha chiesto al Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli d'accertare se vi siano interferenze nell'inchiesta riguardante "personaggi politici di rilievo nazionale". La richiesta d'aprire un fascicolo da affidare alla Prima Commissione sarà valutata, il 16 marzo, dal Comitato di presidenza, di cui fanno parte il vicepresidente Nicola
Mancino, il primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone e il procuratore generale della Suprema Corte Vitaliano Esposito.

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Le reazioni politiche:




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