Caso Agcom, Minzolini: "Vogliono intimidire me e il Tg1"

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Il direttore: “Assurda un’inchiesta su di me perché parlo con Berlusconi. Sono un giornalista cos’altro dovrei fare?”

“Vogliono soltanto intimidirmi, ma io non ho paura di nessuno”. Augusto Minzolini, direttore del Tg1, al centro di un’indagine della procura di Trani, per concussione, insieme al premier Berlusconi e al commissario dell’Agcom, Innocenzi, in due interviste a Libero e al Riformista si difende definendo tutta la vicenda “un’operazione politica” ai suoi danni, “orchestrata ad arte” negli ultimi venti gironi prima del voto. Il direttore del Tg 1 nega di aver ricevuto alcun avviso di garanzia e spiega di essere già stato ascoltato dai magistrati di Trani nell’autunno scorso, per un’inchiesta che riguarda l’American Express, di cui il Tg 1 si è occupato. Quanto alle accuse di concussione, Minzolini definisce l’accusa “ridicola” e non nega di avere avuto conversazioni telefoniche con il presidente del Consiglio Berlusconi, “quattro o cinque volte” da quando è direttore. “Mi accusano di fare il giornalista – replica su Libero – che parla con i politici e il direttore che appunto dirige?”. Minzolini, poi, difende il suo operato dicendo che nonostante le telefonate dei partiti, “decido con la testa mia, rispettando tutti e soprattutto dando ai cittadini la possibilità di capire”. Il direttore del Tg1 non intende dare le dimissioni come ha chiesto Di Pietro, personaggio definito su Libero “a dir poco ridicolo” che avrebbe usato il “linguaggio di Benito Mussolini”.

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