Via Poma, il figlio di Vanacore: mio padre un perseguitato

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In un'intervista Mario, il figlio di Pietro Vanacore, l'ex portiere dello stabile in cui fu uccisa Simonetta Cesaroni, suicidatosi martedi scorso, risponde indirettamente alle accuse del pm: “Mio padre non sapeva nulla”

Pietro Vanacore, l`ex portiere di via Poma suicidatosi a Monacizzo, era "un perseguitato", così lo racconta il figlio Mario in un'intervista sul settimanale Gente, dove sottolinea: "Mio padre non ha mai parlato, perché non ha mai avuto niente da dire. Di quel delitto non sapeva niente". Pietro Vanacore avrebbe dovuto testimoniare davanti alla Corte di Assise di Roma dove è in corso il processo contro Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, uccisa il 7 agosto 1990. Su Gente, in edicola da lunedì 15 marzo, Mario Vanacore parla di suo padre e non esita a puntare il dito contro i giornalisti: "Mio padre è stato massacrato dalla stampa, indicato come il mostro, ma nessuno è mai andato oltre, nessuno ha mai cercato nella sua vita". Una vita segnata dal grave incidente alla prima moglie, alla quale una apparente banale caduta dalle scale provocò danni irreparabili, e che mori pochi anni dopo lasciando al marito Mario e Anna, i figli, ancora piccoli. Ma "mio padre - dice ora Mario - non ha mai voluto fare pena a nessuno, non ha mai cercato pietà".

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