Dossier Telecom, Tronchetti Povera all'udienza preliminare

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E' stata aggiornata al 16 marzo la testimonianza dell'ex presidente Telecom nell'ambito dell'udienza preliminare a Milano sui dossier illeciti. Dopo la deposizione il presidente di Pirelli non ha rilasciato dichiarazioni ai giornali

Marco Tronchetti Provera, ex presidente di Telecom Italia e attuale presidente di Pirelli , parlando come teste nell'udienza preliminare sulla raccolta illegale di informazioni riservate da parte di ex manager del gruppo, ha ribadito oggi di non essere stato a conoscenza delle attività di dossieraggio illecito per le quali l'ex responsabile della security Giuliano Tavaroli è tra gli imputati nel procedimento.
Lo hanno riferito fonti legali parlando della deposizione a porte chiuse del numero uno di Pirelli, che è stata aggiornata al prossimo 16 marzo.

Tronchetti Provera, che non è indagato in questa inchiesta, ha sempre smentito di essere a conoscenza di eventuali attività illegali condotte dalla security di Telecom e ha dato mandato ai suoi avvocati di avviare un'azione legale per difendere la sua reputazione.

Tronchetti ha ribadito quanto già detto davanti ai pm che lo avevano sentito il 27 giugno 2008, ovvero che Tavaroli agiva di sua iniziativa e di non aver mai conosciuto l'investigatore privato Emanuele Cipriani.
Al termine dell'udienza, il presidente di Pirelli ha ricordato che "cose dette come testimone non possono essere riportate fuori dall'aula" ma il suo legale, Monica Lanfranconi, ha spiegato che Tronchetti "ha sottolineato l'importante apporto che la società ha fornito all'indagine, evidenziando una serie di irregolarità contabili". "Ha dimostrato, agende alla mano, la sporadicità dei suoi incontri con Tavaroli", ha aggiunto l'avvocato.

Altri fonti legali hanno riferito che Tronchetti Provera, che ha risposto alle domande del gup e degli avvocati degli imputati , ha detto molti "non sapevo" su vari episodi che gli sono stati ricordati in aula. Ha ribadito di non essere stato a conoscenza dello spionaggio ai danni degli arbitri di calcio, né di quello al giornalista Massimo Mucchetti e che la security era "autoreferenziale".

Cipriani, imputato nell'udienza insieme a Tavaroli, all'ex numero due del servizio segreto militare Marco Mancini e a una serie di tecnici informatici, aveva indicato nell'ex presidente di Telecom la persona nell'interesse della quale veniva svolta l'attività di dossieraggio illecito. Dalle sue parole era stata disposta la convocazione di Tronchetti per oggi quale teste. Fabio Ghioni, all'epoca dei fatti a capo della squadra di informatici interna a Telecom, il "Tiger Team", ha dichiarato lo scorso venerdì che Tronchetti Provera era a conoscenza dell'intrusione nel sistema informatico dell'agenzia di investigazioni Kroll compiuta dal suo team.

Le ipotesi di reato contestate a vario titolo agli imputati sono di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali, rivelazione di segreto d'ufficio, appropriazione indebita, falso, accesso abusivo a sistemi informatici, favoreggiamento e riciclaggio.

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