Il mondo celebra la Giornata internazionale della donna

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Secondo i dati Ocse il tasso di occupazione femminile è arrivato al 62% nel 2008, mentre nel 1970 era al 45%. Le donne guadagnano circa un quinto in meno degli uomini


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Il mondo celebra oggi la Giornata internazionale della donna. Riflessioni, incontri, dibattiti, per ricordare le conquiste politiche e sociali che hanno segnato gli ultimi cento anni della storia e per puntare il dito contro le violenze, le disuguaglianze, le ingiustizie che ancora oggi fanno della donna il cosiddetto "sesso debole".

La scelta di celebrare la donna l'8 marzo è stata decisa durante il congresso socialista di Copenaghen del 2010. L'origine della festa risale però al 1908, quando per protestare contro le terribili condizioni di lavoro, le operaie dell'industria tessile Cotton di New York misero in atto uno sciopero che si protrasse per giorni. Per placare la protesta e impedire alle lavoratrici di uscire, il proprietario dello stabilimento bloccò le porte dello stabile. 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme.

Secondo quanto reso noto oggi dall'Ocse, il tasso di occupazione femminile è arrivato al 62% nel 2008, mentre nel 1970 era al 45%. Le donne di quasi tutti i paesi, però, investono almeno il doppio del tempo rispetto agli uomini nella cura di bambini e parenti. Il rapporto dell'organizzazione sui paesi sviluppati con sede a Parigi sottolinea inoltre che nei paesi Ocse le "donne guadagnano circa un quinto meno degli uomini".

Oggi l'Italia è uno dei Paesi Ocse con il più basso tasso di occupazione femminile: precede nella classifica solo il Messico e la Turchia. Secondo le classifiche Ocse, inoltre, gli italiani godono quotidianamente di 80 minuti di svago in più delle italiane.


L'Onu denuncia la scomparsa in India e Cina tre anni fa di ben 85 milioni di donne, per mancato accesso alle cure, al cibo o eliminate prima della nascita.

E agli infanticidi selettivi, 'pratica aberrante', ha fatto riferimento anche il presidente Napolitano celebrando al Quirinale l'8 marzo: mancano all'appello, ha detto, milioni di bimbe, e non possiamo disinteressarcene.
"Ho voluto dedicare la cerimonia dell'8 marzo alle 'donne di domani' perche' rappresentano una ragione di speranza e di fiducia per il nostro Paese. E di speranza e fiducia in questo momento abbiamo bisogno". ha detto Giorgio Napolitano. 

Il mondo ha inoltre dovuto aspettare il 2010 per vedere una donna vincere agli Oscar la statuetta per la miglior regia.

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