Le carriole tornano in piazza: "Riammettiamo pure L'Aquila"

Un momento della protesta delle carriola che si è svolta a L'Aquila la settimana scorsa
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Dopo la protesta della settimana scorsa anche oggi nel capoluogo abruzzese i manifestanti sono tornati a farsi sentire. Tensioni con le forze dell'ordine e qualche striscione ironico: riammessa la Polverini, riammesso Formigoni... ora tocca agli aquilani

Puntuali come un orologio sono tornati anche questa volta nella zona rossa per rimuovere da soli parte delle macerie del terremoto del 6 aprile 2009: armati di carriole, pale, picconi ma anche a bordo di un asino, che è giunto dalla vicina frazione di Paganica, gli aquilani tornano a chiedere certezza sui tempi della ricostruzione e la possibilità di disporre di una normativa che faciliti lo smaltimento dei circa 4,5 milioni di tonnellate di macerie.

Sono tanti gli slogan e gli striscioni tra cui "Riammessa la Polverini, riammesso Formigoni ora riammettiamo anche L'Aquila", in riferimento anche alle ultime vicende legate alle consultazioni regionali. I manifestanti - alcuni con addosso una fascia tricolore dove campeggia la scritta "Carriole!" ripetuta tre volte si sono dati appuntamento in Piazza Duomo.

Ma ci sono state un po' di tensioni al varco della zona rossa dei Quattro Cantoni: mentre le scorse settimane le forze dell'ordine avevano lasciato passare la gente per evitare disagi, questa volta la polizia ha tentato di trattenere i manifestanti, salvo poi, dopo cinque minuti di spinte, dover cedere ancora una volta. L'episodio non ha avuto incidenti, ma ha scatenato la rabbia di molti che si sono ritrovati nella calca e che ne sono usciti gridando "la città è nostra, la città è nostra". "E' inaudito - ha commentato Sara Vegni del comitato 3e32 - che ogni domenica bisogna fare questo rituale, questa pantomima per poter fare una cosa che ci spetta di diritto".

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