Mafia, non ammessa deposizone di Ciancimino

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I legali del senatore Pdl non si erano opposti alle deposizione del figlio dell'ex sindaco di Palermo nel corso del processo d'appello al politico accusato di concorso in associazione mafiosa

Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito, non deporrà al processo di secondo grado al senatore Marcello Dell'Utri, accusato, davanti alla Corte di Appello di Palermo, di concorso in associazione mafiosa. Lo hanno deciso i giudici, che hanno respinto l'istanza di ammissione della deposizione presentata dal Pg Nino Gatto.

In precedenza i difensori del senatore del PdL non si erano opposti all'ammissione della deposizione del figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo Vito, al processo di appello a carico del politico. Ma l'intervento dei legali è stato comunque molto critico nei confronti di Ciancimino. In più passaggi gli avvocati hanno stigmatizzato la contraddittorietà delle dichiarazioni rese dal testimone al Pm di Palermo denunciando anche "il tentativo, da parte dell'accusa, di andare oltre i temi del processo". Secondo i legali, inoltre, Ciancimino sarebbe palesemente intenzionato a coinvolgere nelle vicende giudiziarie di cui si discute nel processo il premier Silvio Berlusconi.

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