Strage Erba, Olindo e Rosa cambiano strategia per l'appello

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I coniugi Romano, condannati in primo grado all'ergastolo, puntano ora il dito contro uno dei fratelli di Raffaella, la donna uccisa insieme a suo figlio Youssef, alla nonna e a una loro vicina nel dicembre del 2006

Cambiano strategia difensiva Rosa Bazzi e Olindo Romano, condannati in primo grado all'ergastolo per la strage di Erba. Puntano il dito contro uno dei fratelli di Raffaella, la donna uccisa insieme a suo figlio Youssef, la nonna del piccolo e una loro vicina di casa nel dicembre del 2006.
A pochi giorni dall'inizio del processo di secondo grado fissato per il 17 marzo prossimo a Milano, i coniugi accusati della strage, provano a gettare i sospetti su Pietro Castagna scegliendo una linea difensiva che sostiene la tesi della strage maturata in seno alla famiglia, soprattutto a causa del matrimonio fra Raffaella e Azouz Marzouk. Con la nuova memoria depositata nei giorni scorsi dal loro pool difensivo chiedono l'annullamento di una serie di prove e nuove perizie per percorrere altre piste investigative.

Citano una persona, mai arrivata a parlare sul banco dei testimoni nel processo di primo grado, che dice di aver visto Pietro Castagna vicino al luogo della strage pochi istanti dopo il massacro. Carlo Castagna, che nella strage ha perso moglie, figlia e nipote, però non ci sta. L'uomo, che aveva perdonato Rosa e Olindo, replica sdegnato "questa volta mi dovranno chiedere scusa".

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