“Migrare non è reato”: in piazza il popolo in giallo

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Manifestazione in oltre sessanta città per il primo sciopero italiano degli stranieri. Un giorno di festa e di lotta, “per combattere il razzismo, per un'Italia multietnica”. Ascolta le testimonianze

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Manifestazioni, cortei, concerti. Il popolo in giallo si ferma per 24 ore per mostrare alla società cosa succederebbe senza di loro. Senza i milioni di immigrati che lavorano in Italia. “Nel giro di dieci anni gli immigrati che lavorano nell’agricoltura sono diventati oltre 172 mila, vale a dire il 20% della forza lavoro. E’ un elemento importante. Ma nei campi assistiamo a situazioni di sfruttamento. E non solo a Rosarno, ma anche in Piemonte. Per non parlare poi del Veneto” dice il rappresentante comitato immigrati in Italia Aboubakar Soumahoro. Non solo: “I lavoratori migranti contribuiscono anche al 10% del Pil” aggiunge. E spiega che il messaggio che gli stranieri oggi vogliono lanciare agli italiani è che “il venir meno dei diritti dei lavoratori migranti significa far venire meno i diritti dei lavoratori italiani”.

E anche la Coldiretti sostiene che senza il contributo dei quasi cinque milioni di immigrati che vivono nel nostro Paese non sarebbe possibile la produzione di numerose eccellenze del 'Made in Italy' alimentare.

Unanime il sostegno all'iniziativa da parte del Pdl e dell'opposizione. Se il Partito democratico prende parte compatto alle iniziative di piazza della giornata, molti esponenti del principale partito di governo sostengono l'iniziativa. Così il vicepresidente della commissione Lavoro della Camera Giuliano Cazzola (Pdl) appoggia le motivazioni dello sciopero: "Gli immigrati vogliono dimostrare non solo di esistere - spiega in una nota - ma di essere indispensabili con il loro lavoro alle attività economiche e sociali del Paese: circostanza assolutamente vera". Della stessa lunghezza d'onda il deputato Pdl Benedetto Della Vedova. Adesioni anche dalla candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, Emma Bonino (che parla di "vera integrazione") e dal portavoce dell'Italia dei valori Leoluca Orlando.

Per il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, invece, si tratta di una manifestazione che non rispecchia la realtà in quanto "la presenza di poche centinaia di immigrati in piazza su una popolazione che ha sfondato quota 200 mila regolari ne riassume il senso". E i dati sulle imprese e i locali gestiti da stranieri, "aumentati dal 2000 del 179%", mostrano come Milano abbia "permesso un riscatto sociale e di costruire una famiglia a migliaia di immigrati". L'integrazione, sottolinea quindi il vice Sindaco, "è già nei numeri".

Contraria allo sciopero dei migranti la Lega Nord, che ha deciso di organizzare domani a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, una contromanifestazione in risposta allo sciopero di oggi proclamato dagli immigrati. "Curioso come a una manifestazione organizzata per radunare i lavoratori stranieri - ha commentato il capodelegazione della Lega Nord in giunta regionale lombarda, Davide Boni - si sia registrata la presenza massiccia di associazioni e movimenti studenteschi, legati evidentemente alla sinistra, così come numerosi italiani. Il clima prettamente politico in cui si e' svolto il corteo, decreta pertanto il fallimento di una iniziativa demagogica e strumentale, che mira a dare una visione distorta sulla presenza degli stranieri in questo Paese".

"Migrare non è reato": le testimonianze



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