A L'Aquila protesta con carriole: via le macerie dal centro

L'Aquila, la protesta delle carriole
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Stamattina un sms in dialetto ai cittadini: "sveglia, rizzete e ve' a lavora' con noi pe' sgombra' L'Aquila dalle macerie". Oltre mille persone hanno violato la zona rossa: obiettivo riconquistare la città

L'hanno chiamata "rivolta delle carriole". Si sono dati appuntamento a pochi passi dal centro della loro città, L'Aquila, per protestare contro quella che viene chiamata zona rossa, la zona off limits in cui i lavori procedono troppo a rilento, ancora piena di macerie e inaccessbile.

L'ingresso era inizialmente consentito, data la pericolosità della zona rossa e in particolare di piazza Palazzo, a 45 persone a gruppi di 15. Poi sono riuscite ad entrare oltre 300 persone.
Una protesta simbolica ma non troppo.  I manifestanti, oltre un migliaio, provvedono alla raccolta differenziata delle macerie, insieme a tecnici che si occupano di separare materiale da recuperare e materiale da smaltire. Uomini delle forze dell'ordine sono disposti ai lati della piazza per controllare che nessuno si allontani nelle vie limitrofe, alcune delle quali ancora da mettere in sicurezza.
La manifestazione si è animata dopo che, al passaggio del corteo davanti a uno striscione che segnala i lavori in corso del "Consorzio Federico II" - del quale fa parte la società Btp coinvolta nell'inchiesta della Procura fiorentina sugli appalti per il G8 - i manifestanti hanno sollevato in alto le pale in segno di protesta. Gli aquilani hanno raggiunto le transenne davanti a Piazza Palazzo al grido di "vergogna vergogna" e "L'Aquila libera".
Tra i numerosi striscioni esposti in piazza Duomo spiccano "ridateci L'Aquila", "sgombriamo le macerie" e un provocatorio "sgombriamo i commissari e le macerie ricicliamole". Altri striscioni e volantini invitano a rivolgere attenzione anche ai numerosi borghi del cratere danneggiati dal sisma. "Il centro dell'Aquila è il nostro punto di partenza - spiega Giusi Pitari, tra i promotori della manifestazione di oggi -, ma nelle prossime domeniche andremo a far visita ai paesi distrutti della provincia, come Villa Sant'Angelo". Al di là dell'intento di protestare contro i ritardi nei lavori di sgombero per restituire il centro storico alla città, oggi all'Aquila il clima è di festa: ci sono intere famiglie, promotori dei comitati cittadini, palloncini.
A svegliare gli aquilani, questa mattina, un sms che recitava, in dialetto, "sveglia, rizzete e ve' a lavora' con noi pe' sgombra' L'Aquila dalle macerie". Alcuni raccolgono firme per chiedere la "tassa di scopo". "Vogliamo dire a Berlusconi - spiega il direttore dell'Accademia delle Belle Arti, Eugenio Carlomagno, presente tra i manifestanti - che così come è stato ben realizzato il Progetto Case, vogliamo uno sforzo ulteriore per il centro storico dell'Aquila.

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