Riciclaggio, Scaglia torna in Italia: "Sono tranquillo"

Silvio Scaglia
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Di Girolamoi "Mai avuto contatti con la 'ndrangheta", ma sul settimanale l'Espresso le foto del senatore e un presunto boss. Entro sette giorni la decisione della giunta. Parisi: "Non mi dimetto"

Maxi frode, il caso Scaglia-Di Girolamo in prima pagina

Sono iniziati a Regina Coeli gli interrogatori di garanzia all'indomani della maxioperazione per un presunto maxi-riciclaggio da circa due miliardi di euro che sarebbe ruotato intorno ad operazioni eseguite da Fastweb e Telecom Italia Sparkle.

A quanto si apprende l'ex numero uno di Fastweb Silvio Scaglia torna in Italia domani. E' stato organizzato un volo privato per poterlo far rientrare giovedì in giornata. "Desidero parlare al più presto con i magistrati per poter rispondere dei fatti che mi sono stati attribuiti" - fa sapere Silvio Scaglia. E aggiunge: "Sono totalmente tranquillo sulla correttezza del mio operato e della società da me amministrata".

Il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo, sul quale pende una richiesta di arresto nell'inchiesta, ribadisce invece di non aver mai avuto 'contatti con mafia, camorra o 'ndrangheta'.
"C'è una tempesta sulla mia persona ma io non conosco le carte, le accuse che mi vengono contestate. Ho letto solo quello che mi avete comunicato voi ieri sera e che ho letto stamani sui giornali (guarda la rassegna stampa, ndr) .
"Io - prosegue Di Girolamo - non ho mai avuto contatti con mafia, camorra, 'ndrangheta. Con il territorio calabrese ho avuto solo due contatti: una cena elettorale ed un incontro successivo per ringraziare della cena". Intanto è imponente il materiale sequestrato dalla Guardia di Finanza al senatore Di Girolamo . Dalle indagini degli inquirenti risulta che aveva a disposizione anche due barche e una Ferrari. Il sequestro dei beni ammonterebbe a una cifra vicina ai 38 milioni di euro.

Arriva, inoltre la decisione della giunta per le immunità parlamentari del Senato che accelera sul caso Di Girolamo e si impegna a prendere una decisione "entro la prossima settimana".
"Il quadro che emerge dalle carte è agghiacciante. Credo - avrebbe detto il presidente della giunta Marco Follini - che il senatore Di Girolamo abbia degradato la funzione parlamentare in un modo indecoroso e umiliante".

Le parole di Marco Follini



Nel frattempo Stefano Parisi, attuale amministratore delegato di Fastweb ha annunciato che non si dimetterà. "Personalmente penso di non avere responsabilità - ha detto il manager - in questo momento l'azienda deve essere gestita perché stiamo subendo un violentissimo danno di immagine." Per quanto riguarda invece i due dipendenti dell'azienda coinvolti nella vicenda de maxiriciclaggio l'ad della società telefonica ha detto che "sono stati licenziati".

Le parole di Stefano Parisi




Intanto l'inchiesta sul maxi riciclaggio della Procura di Roma che ha scatenato la bufera su Fastweb e Telecom Sparkle si arricchisce di nomi importanti del mondo politico romano. E Stefano Andrini, attuale AD di Ama Servizi, l'azienda che nella capitale si occupa della nettezza urbana, decide di autosospendersi "per correttezza".
Andrini, secondo quanto scritto dai magistrati della procura di Roma, ha fatto parte della truffa che ha portato alla richiesta di arresto del senatore Nicola Paolo Di Girolamo, accusato di aver comprato voti della 'ndrangheta in Germania. Per essere eletto all'estero di Girolamo doveva essere residente non Italia e, sempre secondo l'accusa, ad acquisire la residenza fasulla lo aiutò una vecchia conoscenza della destra romana, Stefano Andrini.
E il settimanale l'Espresso pubblica delle foto che ritrarrebbero Di Girolamo con un presunto boss della 'ndrangheta. ( ECCO LE IMMAGINI )

Sempre oggi dalle pagine del Corriere della Sera si è difeso anche Silvio Scaglia, l'ex ad e fondatore di Fastweb che si trova in Sudamerica: "Roba da matti, non capisco cosa sta succedendo" .

Fastweb e Telecom Sparkle, ecco come funzionava la truffa:



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