Palermo, bruciato bar che aderiva a “Pizzo free”

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E’ stato dato alle fiamme nel corso della notte un locale aperto da una decina di giorni. All’esterno è stato ritrovato un guanto impregnato in liquido infiammabile. Il negozio faceva parte della rete di esercizi che dichiarano di non pagare estorsioni

Un incendio doloso su cui indagano i carabinieri ha danneggiato la notte scorsa a Palermo un bar del centro, il "Ciro's" di via Emerico Amari, aperto da una decina di giorni. Gli attentatori hanno forzato la porta del locale e hanno versato all'interno liquido infiammabile per innescare il rogo.

Sul posto è intervenuta anche la polizia. Era stata una pattuglia della Questura, in transito nella zona durante servizi di controllo, a notare il fuoco che fuoriuscivano dal locale. I poliziotti e i vigili del fuoco, subito arrivati in via Amari, hanno domato l'incendio. All'esterno del bar è stato ritrovato un guanto in tessuto, impregnato di liquido infiammabile. L'esercizio ha dovuto sospendere l'attività per i danni consistenti: le fiamme hanno attaccato la porta principale, a vetri scorrevoli di cui un'anta è stata distrutta, e il tetto in legno, mentre le pareti sono state annerite dal fumo.

Il bar bruciato la notte scorsa a Palermo, pochi giorni dopo l'apertura in via Emerico Amari, aderiva alla rete 'pizzo-free', costituita per iniziativa del comitato Addiopizzo e che riunisce gli esercizi che dichiarano pubblicamente di non pagare estorsioni. Addiopizzo e l'associazione antiracket Libero Futuro, esprimono in una nota "incondizionatamente il loro sostegno ai titolari dell'attività per il vile atto intimidatorio subito e denunciato, da considerarsi come un attacco a tutto il movimento antiracket. Invitiamo i cittadini e le istituzioni -conclude la nota- a stare a fianco di questi imprenditori che come altri decidono di denunciare".

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