Corte dei Conti: in Italia dilaga la corruzione

Il presidente della Corte dei Conti Tullio Lazzaro
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E' quanto emerge dalla relazione del procuratore generale illustrata nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Il presidente Tullio Lazzaro: "Garantire la regolarità nella gestione degli appalti. Più controlli reali sulla Protezione civile"

La corruzione in Italia resta un fenomeno "grave": le denunce nel 2009 sono aumentate del 229% rispetto all'anno precedente. E' quanto emerge dalla relazione illustrata dalla Corte dei Conti nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2010.

Rispettare le regole, osservare i tempi dei contratti e garantire la regolarità delle contabilizzazioni nella gestione degli appalti: questo il monito lanciato dal presidente della Corte, Tullio Lazzaro. Il presidente ha sottolineato la presenza "di vicende corruttive e le percezioni di tangenti che si verificano nell'ambito di gare, di appalti, di realizzazioni di opere pubbliche e lavori, di interventi di manutenzione sui beni della collettività".

Aumentano infatti le denunce per fatti di corruzione e concussione accertati nel 2009: la crescita è stata rispettivamente del 229% e del 153% rispetto al 2008. E' il dato fornito nella relazione del procuratore generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia. "Il fenomeno, per quanto riguarda i reati di corruzione, concussione e abuso d'ufficio - ha sottolineato Ristuccia - continua a presentare carattere di gravità, dal momento che, pur con la difficoltà di confrontare e coordinare dati provenienti da fonti diverse (servizio anti corruzione e trasparenza del ministero dell'Interno, comandi generali dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza), deve comunque ritenersi che il numero delle denunce per fatti di corruzione e concussione accertati nel 2009 è fortemente aumentato rispetto al 2008".

Sulla Protezione civile inoltre "ci dovrebbe essere un controllo reale, che servirebbe a far funzionare meglio la stessa Protezione civile. Se non c'è controllo si può dire qualsiasi cosa. Invece più si allarga l'area del controllo più si restringe il campo del giudizio penale". E' il parere del presidente Lazzaro, precisando in particolare che sui lavori del G8 alla Maddalena "era stato richiesto il controllo della Corte dei conti su due soli contratti iniziali". I magistrati contabili hanno ribadito che praticamente "ora il controllo è possibile a cose fatte, invece ci dovrebbe essere un controllo reale sia nell'interesse del cittadino che del potere politico".

Nella sanità si evidenziano inoltre "comportamenti illeciti nell'aggiudicazione ed esecuzione dei contratti di appalto". Inoltre sono emersi "gravi errori  professionali connessi allo svolgimento dell'attività medica".

Ma i problemi non finiscono qui. A preoccupare la Corte dei Conti sono anche gli sprechi, soprattutto nelle opere pubbliche. Le cause vengono indicate dal pg Ristuccia nella "carenza di programmazione, eccessiva frammentazione dei centri decisionali, complessità delle procedure di progettazione, dilatazione dei tempi di esecuzioni, imputabili alle imprese committenti e alle amministrazioni aggiudicatrici, carenze ed inadeguatezza dei controlli tecnici ed amministrativi". L'eterogeneità delle cause è tale da "determinare una oggettiva difficoltà nell'accertamento delle responsabilità".

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