Il Vaticano sul caso Boffo: "Campagna contro il Papa"

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Nota ufficiale della Santa Sede: "E’ falso che responsabili della Gendarmeria o il direttore de "L'Osservatore Romano" abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni del direttore di Avvenire"

La Santa Sede scende in campo direttamente sul caso Boffo per denunciare una "campagna diffamatoria" in corso che è arrivata a "coinvolgere lo stesso Pontefice", mettendo nero su bianco il giudizio di "falsità" circa le interpretazioni su quanto accaduto in Vaticano in relazione alle dimissioni del direttore di Avvenire”.

Con una difesa diretta da parte di Benedetto XVI dai sospetti che hanno riguardato il Segretario di Stato Tarcisio Bertone e che hanno chiamato in causa il direttore dell'Osservatore Romano Gian Maria Vian. "Il Santo Padre Benedetto XVI, che è sempre stato informato – si legge in una nota della Santa Sede diffusa oggi-  deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perché chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perché si affermino la verità e la giustizia".

"Dal 23 gennaio - denuncia infatti il Vaticano- si stanno moltiplicando, soprattutto su molti media italiani, notizie e ricostruzioni che riguardano le vicende connesse con le dimissioni del direttore del quotidiano cattolico italiano Avvenire, con l`evidente intenzione di dimostrare una implicazione nella vicenda del direttore de L`Osservatore Romano, arrivando a insinuare responsabilità addirittura del cardinale segretario di Stato. Queste notizie e ricostruzioni non hanno alcun fondamento".

In particolare, sottolinea la Santa Sede, "E' falso che responsabili della Gendarmeria vaticana o il direttore de L`Osservatore Romano abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di "Avvenire"; è falso che il direttore de L`Osservatore Romano abbia dato - o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo - informazioni su questi documenti, ed è falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate".

A giudizio del Vaticano, piuttosto, "appare chiaro dal moltiplicarsi delle argomentazioni e delle ipotesi più incredibili - ripetute sui media con una consonanza davvero singolare - che tutto si basa su convinzioni non fondate, con l`intento di attribuire al direttore de L`Osservatore Romano, in modo gratuito e calunnioso, un`azione immotivata, irragionevole e malvagia. Ciò sta dando luogo a una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice".


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