Valanghe, salgono a otto le vittime del week end

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Si aggrava il bilancio delle persone che hanno perso la vita nel corso del fine settimana sfidando la montagna. Sono morti infatti l'escursionista travolta da una slavina nel comasco e un 63enne che è stato sorpreso da una valanga nel bellunese

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Altre due vittime si aggiungono al grave bilancio degli incidenti di montagna che nel week end passato ha contato sei morti, una decina di feriti, dispersi e centinaia di soccorritori impegnati nelle ricerche sotto la neve.
E' morta infatti nella tarda serata di ieri agli Ospedali Riuniti di Bergamo Rita Broggi, la donna di 49 anni travolta ieri pomeriggio da una slavina sul Monte Grona, a Plesio (Como).
La vittima stava rientrando insieme al marito, Pietro Molteni, 55 anni, da una passeggiata con le ciaspole, quando è stata travolta e trascinata a valle per circa 300 metri da una valanga che si è staccata dalla Val Pessina, a circa 1.500 metri di quota.

Ed è stato trovato privo di vita il corpo di Mirko Cesco, 63 anni, di San Pietro di Cadore (Belluno), lo scialpinista scomparso ieri durante un'escursione in Val Visdende.
I soccorritori hanno ripreso stamane le ricerche verso forcella Dignas, luogo in cui l'uomo era diretto, incontrando diverse valanghe lungo la strada militare che la raggiunge. Una squadra ha poi rinvenuto il corpo sotto la neve.

Aumentano anche le polemiche relative all'emendamento del governo al decreto legge emergenze, che prevede il carcere per chi provoca una valanga con vittime e 5.000 euro di multa per chi ignora le indicazioni di pericolo del bollettino valanghe. In particolare Reinhold Messner afferma che "la minaccia di multe e carcere per chi provoca una valanga è una reazione isterica. Con iniziative legislative di questo genere si uccide l'alpinismo", continua il re degli ottomila che propone invece un "dibattito con alpinisti, guide, giudici e politici per stabilire dove finisce il turismo e dove inizia l'alpinismo".

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