Milano, scomparsa collaboratrice di giustizia

Un'immagine di Carlo Cosco, ex compagno della collaboratrice di giustizia Lea Garofalo e padre della figlia principale sospettato dell aggressione subita dalla donna a maggio nella sua abitazione a Campobasso
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La donna non era stata ammessa al programma di protezione. Si teme che possa essere stata rapita e uccisa. Aveva rilasciato dichiarazioni sulle cosche della 'ndrangheta di Petilia Policastro. Arrestato l'ex convivente (nella foto)

Prima hanno tentato di ucciderla e poi l'hanno rapita per vendetta dopo che aveva fatto dichiarazioni sulle cosche della 'ndrangheta di Petilia Policastro.
E' la storia di Lea Garofalo, di 36 anni, per la quale adesso si teme il peggio perché in realtà la donna potrebbe essere stata sequestrata per essere uccisa.

Della vicenda si sta occupando la Procura della Repubblica di Campobasso, che ha disposto l'arresto dell'ex convivente della donna, Carlo Garofalo, di 40 anni, e di Massimo Sabatino, di 37 anni, già detenuto per altra causa.
Secondo quanto è emerso dalle indagini dei carabinieri di Campobasso, Cosco sarebbe stato il mandante del tentativo di omicidio della donna, messo in atto da Sabatino e non riuscito per la reazione della donna.

Della vicenda si sapra di più nel corso della conferenza stampa che i magistrati della Procura di Campobasso ed i carabinieri hanno fissato per lunedi' prossimo nel capoluogo molisano. Ma i particolari della vicenda stanno già emergendo.
Lea Garofalo sarebbe stata a conoscenza di molti particolari degli affari delle cosche di Petilia Policastro ed aveva parlato anche dell'omicidio del fratello, Floriano, ucciso in un agguato nel 2005 a Pagliarelle, una frazione di Petilia Policastro.
La donna, inoltre, aveva rivelato particolari su un altro omicidio, quello di Antonio Comberiati, avvenuto a Milano nel 1995, e su un traffico di droga in cui era rimasto coinvolto anche il fratello.

La donna è stata sentita più volte dai carabinieri e dai magistrati della Dda di Catanzaro, ma a causa di alcune contraddizioni e di una certa genericità delle sue dichiarazioni, secondo quanto riferiscono adesso ambienti investigativi, non era stata ammessa al programma di protezione.
Dopo avere fatto le sue dichiarazioni, Lea Garofalo aveva deciso di trasferirsi a Campobasso insieme alla figlia, dove aveva tentato di rompere col suo passato.
Non c'è riuscita, però, perché Cosco avrebbe ordinato il suo omicidio, affidandone l'esecuzione a Sabatino, entrato nell'abitazione spacciandosi per idraulico.

Dopo il tentativo di omicidio, la donna avrebbe tentato di riprendere una vita normale, con l'aiuto della figlia, ma la vendetta delle cosche era sempre in agguato e si e' materializzata nel novembre scorso. In quel periodo la donna si trovava a Milano, dove si era recata insieme alla figlia per risolvere alcune questioni familiari. Ed è proprio nel capoluogo lombardo che la donna scompare non presentandosi ad un appuntamento che aveva con la figlia alla stazione ferroviaria per prendere un treno col quale avrebbe dovuto rientrare in Calabria. Da quel momento della donna si perde ogni traccia ed il timore di magistrati ed investigatori èche possa essere stata uccisa ed il suo cadavere fatto sparire.
Adesso gli inquirenti stanno cercando di capire se Cosco e  Sabatino abbiano responsabilità anche nella scomparsa di Lea Garofalo.

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