Cinziagate: 7 ore di interrogatorio per la Cracchi

cinzia cracchi
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In procura un lungo faccia a faccia tra l'ex compagna del Del Bono e un assessore della giunta. Il pm ha fatto acquisire i tabulati telefonici dell'ex sindaco.

C'è stato anche un confronto  nel lungo interrogatorio di oltre 7 ore dell'ex fidanzata e segretaria dell'ex sindaco di Bologna, Flavio Delbono, avvenuto oggi in Procura. Cinzia Cracchi è stata posta a confronto per circa un'ora con l'ex  assessore comunale ai servizi sociali Luisa Lazzaroni. Quest'ultima era stata indicata da Delbono come la persona che aveva consegnato del denaro contante a Cinzia come contributo per le spese da lei sostenute per il divorzio dal marito quando è iniziata la loro relazione.

Cinzia Cracchi ha negato di aver ricevuto del denaro, mentre la  Lazzaroni ha confermato di averle personalmente consegnato due buste  di cui però ignorava il contenuto. Le consegne, per complessivi 5  mila euro, sarebbero avvenute a fine 2008 e nell'autunno del 2009. La  prima quando l'inchiesta non c'era ancora e la seconda quando ancora  il gip Giorgio Floridia non aveva chiesto ulteriori accertamento di fatto riaprendo l'inchiesta che in un primo momento la Procura, con  altri pm, voleva mandare in archivio. Le due donne, secondo quanto si  e' appreso, sono rimaste sulle proprie rispettive posizioni.

La pm Morena Plazzi ha già acquisito i tabulati  telefonici dai quali emergerebbe che è stato proprio Delbono a contattare ripetutamente la ex fidanzata e segretaria per incontrarla, anche a ridosso dell'interrogatorio di lei. Circostanza che l'ex  sindaco ha sempre smentito spiegando che era invece la donna a chiedere con insistenza di vederlo nel tentativo di ricucire la loro  relazione. Cinzia Cracchi ha risposto in merito a questo e alle domande che il magistrato le ha posto per chiarire alcuni aspetti  relativi ai viaggi che secondo l'accusa sarebbero stati pagati con  soldi pubblici.

La Cracchi avrebbe partecipato ad alcune trasferte istituzionali che Delbono ha fatto in passato in qualità di vicepresidente della Regione Emilia Romagna. Lei era in ferie e non ha mai pagato un centesimo. Secondo l'accusa, Delbono avrebbe saldato i conti relativi alla donna con denaro pubblico facendoli passare per spese di rappresentanza. Secondo la difesa, invece, avrebbe pagato di tasca propria in contanti. Per questa vicenda l'ex sindaco indagato per truffa aggravata, peculato e abuso d'ufficio e induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria. La donna invece deve rispondere di peculato e abuso d'ufficio.

"Sono soddisfatto" si è limitato a dire l'avvocato di Cinzia Cracchi, Guido Clausi Schettini, all'uscita della Procura dopo oltre 7 ore di interrogatorio registrato. "La mia verità è una e sempre  quella", ha invece detto la donna. La prossima settimana la pm sentirà nuovamente Delbono e poi toccherà anche a Mirko Divani, l'amico intestatario del conto corrente Farbanca a cui era legato il Bancomat che l'ex sindaco aveva consegnato alla Cracchi e che lei usava per prelevare tra i 500 e i 1.000 al mese. Bancomat poi bloccato nel luglio 2008 alla fine della loro relazione.

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