Italiani in fuga, consigli per l'uso

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A un mese dal lancio, il blog Italians In Fuga dell'emigrato Aldo Mencaraglia attira sempre più utenti alla ricerca di dritte per sfuggire dal Paese. Consigli a ingegneri, cuochi, medici su come ottenere il visto e trovare un lavoro.

di Emanuela Di Pasqua

Un tempo c’erano gli emigrati italiani e disperati di Ellis Island e quello che venne considerato il più grande esodo migratorio della storia moderna. Si cantava “Mamma dammi cento lire che in America voglio andar” e l’andare altrove era un sogno, in un’epoca in cui non esisteva la televisione e la parola altrove poteva significare tutto e niente.
Poi venne la fuga dei cervelli, alludendo al fenomeno migratorio dei grandi talenti che nel Bel Paese non trovano sufficiente spazio per esprimere idee e progetti, per fare ricerca, per crescere.

Ora ci sono, molto più pragmaticamente, gli Italiani in fuga. Pasticcieri, ingegneri, giramondo, fulltimers (così si chiamano quelli che vivono e viaggiano in camper), gente che apre un chioschetto sull’isolotto sperduto rinunciando al posto in banca (lo sognano e lo dicono in tantissimi ma qualcuno lo ha fatto veramente), emigrati delusi dall’Italia o delusi dalla vita, con il desiderio di cambiare tutto, ma proprio tutto. Il fenomeno è in crescita ed è trasversale, tanto che Italians In Fuga, il blog dove chi è già emigrato offre informazioni a chi vuole emigrare, è un successo. Lo ha aperto Aldo Mencaraglia, originario di Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo, che partì a 19 anni per l’Inghilterra. Scoprì che all’estero si vive meglio e decise di non tornare più in Italia. Ora vive in Australia e ha deciso di condividere la propria esperienza con tutti coloro che, con qualsiasi titolo di studio e ambizione, in Italia “non ci stanno più dentro” e sognano di cambiare vita. “Che siate principianti e non sappiate da dove cominciare o che siate già avviati ma abbiate bisogno di consigli, italiansinfuga.com è per voi. Non è stato facile ma io ci sono riuscito quindi ce la potete fare anche voi!”.

Aldo, che ha rigorosamente un profilo su Facebook e uno su Linkedin, racconta la propria esperienza, ma ne raccoglie anche molte altre, da chi si è trasferito in Uruguay a chi vive a San Pietroburgo, con un occhio di riguardo per chi ha scelto l’Australia. Non solo storie di vita, però, ma anche servizi pratici su come ottenere un visto o come calcolare il costo della vita, che rappresenta una delle maggiori incognite per chi vuole emigrare.  Il link a Locationindependent.com, sito wiki dedicato ai nomadi digitali, aiuta ad orientarsi e focalizzare meglio una delle variabili più critiche per chi fa una scelta del genere: i soldi.

Da Italiansinfuga si può approdare anche alla classifica stilata da International Living sulla qualità della vita in 194 nazioni del mondo, in cui troviamo l’Italia al decimo posto e la Francia e l’Australia ai primi due posti. Ma soprattutto da qui ci si inoltre nell’immensa community di quelli che la vita l’hanno cambiata veramente. Il web pullula di storie di emigranti e di dritte utili per diventarlo. Chi è scappato in Giappone e chi vive in Nepal, chi ha messo su un sito destinato a chi sogna Londra o a chi sogna Amsterdam, colmi di informazioni pratiche per orientarsi e scegliere meglio alloggio, lavoro, corso di inglese. C’è chi vive in Scozia per amore, chi è stata “rapita” dai Masai e chi fa lo chef alle Mauritius. Parafrasando Elio delle Storie Tese, tra il dire e il fare c’è di mezzo solo “e il”. Un mare di iniziative, consigli e idee dedicati a chi sogna di cambiare vita, ma non ha ancora deciso come, dove e quando.

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