Fiumicino, di notte l'aeroporto è terra di nessuno

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Un'inchiesta de "L'Espresso" svela la vulnerabilità dello scalo romano mentre nel mondo cresce l’allerta per il pericolo terrorismo. Cellule fotoelettriche non funzionanti, nessun agente in giro, solo alcuni senzatetto nelle sale d’attesa. GUARDA IL VIDEO

E' una domenica di fine gennaio e sono quasi le due del mattino. L'inchiesta del settimanale "L'Espresso" sulla vulnerabilità dell'aeroporto romano di Fiumicino comincia all'ingresso del Terminal 3 dello scalo. Una passeggiata indisturbata attraverso tutte quelle aree che di giorno vengono considerate ad alto rischio e che, evidentemente, dopo la mezzanotte diventano terra di nessuno. Le cellule fotoelettriche non funzionano, al controllo sicurezza non ci sono poliziotti, in giro non c'è alcun addetto dell'aeroporto a popolare le sale d'attesa, l'ufficio postale, panche e muretti. Ci pensano i senzatetto, circa una trentina di clochard, che dormono tranquillamente all'interno dell'aeroporto. Si può nascondere qualsiasi cosa e recuperarla il giorno successivo. Nessuna transenna, nessun controllo nemmeno ai check-in dove si può azionare il nastro dei bagagli. Tutto questo mentre in Italia e in tutto il mondo la sicurezza negli aeroporti dovrebbe essere all'ordine del giorno soprattutto dopo il fallito attentanto sul volo Amsterdam-Detroit dello scorso 26 dicembre e gli allarmi negli scali di Newark (Usa) e Monaco (Germania) .

Guarda l'intervista a Tommaso Cerno, inviato dell'Espresso:



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