Centri di accoglienza? Meglio la galera

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Un video girato nel Cie di Bari da un immigrato tunisino poi espulso è stato diffuso dai Radicali: nelle immagini le impietose condizioni in cui vivrebbero gli stranieri ospitati in attesa di verifiche sui loro documenti.

di Serenella Mattera

«Peggio della galera!». «Qua viviamo come gli animali, peggio dei cani». «Per favore, fate qualcosa. Noi stiamo soffrendo qua». Le immagini sono registrate con un cellulare. Gli uomini che compaiono davanti all’obiettivo, immigrati di diverse nazionalità, dicono di voler denunciare le condizioni disumane di vita nel Centro di identificazione ed espulsione di Bari. Si appellano a Berlusconi. Mostrano pareti ammuffite, bagni in condizioni pietose, cibo dall’aspetto molto poco appetitoso.

La denuncia è arrivata qualche giorno fa alla redazione di Radioradicale.it. L’autore del video, Beseghaier Fahi, un immigrato tunisino ora espulso, «ci ha fornito – assicura Simone Sapienza, uno dei responsabili del sito dell’emittente – una imponente documentazione cartacea, fotografica e video». Sapienza si è infatti preoccupato di svolgere una serie di verifiche prima di montare le immagini che gli sono pervenute e pubblicarle. Innanzitutto, racconta, ha potuto appurare che Fahi è stato effettivamente nel Cie di Bari Palese (da cui avrebbe anche provato a scappare più volte) da ottobre 2009 ai primi di gennaio 2010: lo testimoniano alcuni documenti del ministero dell’Interno. Inoltre Sapienza è riuscito a parlare con una delle persone che compaiono nelle immagini e ottenuto l’autorizzazione a pubblicarle senza oscurare i volti.

Proprio sulle pessime condizioni del centro di Bari, tra l’altro, l’ottobre scorso il deputato del Partito democratico Dario Ginefra, ha depositato alla Camera un’interrogazione parlamentare che attende risposta dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Dopo essere stato in visita alla struttura, Ginefra descrive “bagni privi di porte e in condizioni penose con la presenza diffusa di muffe, docce fatte con bottigliette d’acqua rovesciate, letti sbrindellati e privi di coperte, condizioni igienico-sanitarie insufficienti”. Il “disagio” degli immigrati, sottolinea il deputato, spinge gli immigrati “a compiere gesti estremi contro la propria persona pur di riuscire ad abbandonare il centro”. E che le cose nel tempo non siano andate migliorando, lo testimonia un’intervista a Radio radicale dello stesso Ginefra dopo una seconda visita della struttura, a dicembre. «La situazione - dice il deputato - è imbarazzante e non degna di un Paese civile».

Insomma, anche se non è verificabile che le stanze riprese da Beseghaier Fahi siano effettivamente quelle del Cie di Bari, sulla base di tutti questi elementi i radicali sono arrivati a ritenere il video attendibile. E hanno deciso di pubblicarlo per lanciare una dura denuncia. «Di quei luoghi – dice la deputata Rita Bernardini – ci si può solo vergognare. Come le carceri italiane, i Cie sono luoghi di illegalità e sopraffazione dove sono violati i più elementari diritti della persona. Chiuderli sarebbe la scelta più responsabile, giusta, dignitosa».



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