Mafia, la Cassazione rischia di far saltare i processi

Il guardiasigilli Angelino Alfano
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Le nuove aggravanti abbinate al 416 bis farebbero passare, secondo la Corte, la competenza dai tribunali alle Corti d'Assise. Centinaia i procedimenti che sarebbero azzarati. Il ministro Alfano: Interverremo subito

Un inasprimento delle pene per i mafiosi rischia di far saltare i principali processi in corso. E' questo il risultato paradossale di una sentenza della Cassazione che ha dichiarato l'incompetenza dei tribunali a giudicare il reato di associazione mafiosa in presenza di determinate aggravanti che fanno arrivare la possibile pena a trent'anni,  spostando di conseguenza la competenza dai tribunali alle Corti d'Assise.

Di fronte al rischio di vedere andare in fumo decine di processi è intervenuto il ministro Angelino Alfano: "Faremo di tutto per evitare che ci possano essere conseguenze negative e che si possa creare un grande paradosso e cioè che, dall'inasprimento delle pene per i reati di 416 bis, possano derivare benefici per i boss".


La sentenza della Cassazione rischia di azzerare un gran numero di processi di mafia celebrati nei tribunali siciliani o già passati in appello. In particolare la norma riguarderebbe centinaia di procedimenti per associazione mafiosa in cui la pena può lievitare anche fino a 30 anni di reclusione che dovrebbero essere tenuti davanti alla Corte d'assise (competente per i reati puniti con l'ergastolo o la reclusione non inferiore ai 24 anni).

Il primo a ricominciare sarebbe proprio il processo interessato dalla sentenza della Cassazione: quello celebrato a Catania contro Attilio Amante e altri otto imputati, in cui si erano dichiarati incompetenti sia il Tribunale, con un'ordinanza del 7 maggio 2009, che la Corte d'assise, con un'altra ordinanza, datata 12 ottobre. Due settimane fa la Suprema Corte ha stabilito che competente a giudicare è la Corte d'assise.

Sarebbero da celebrare nuovamente anche i procedimenti a carico dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, che hanno avuto 30 anni in uno dei dibattimenti del filone "Addiopizzo", così come quello a Nino Rotolo, recentemente condannato in secondo grado a 29 anni nel processo "Gotha".
Secondo la sentenza della cassazione ripartirebbero da capo anche i processi "Addiopizzo 4" in cui, oltre ai Lo Piccolo, è imputato anche il boss Gaetano Fidanzati, arrestato due mesi fa a Milano; e quello al clan mafioso di Borgetto che si svolge davanti alla seconda sezione del Tribunale di Palermo.
In bilico anche il processo al Clan Madonia in cui sono imputati i fratelli Nino, Aldo, Salvo e Giuseppe Madonia. La quarta sezione del tribunale di Palermo, davanti alla quale si volge il dibattimento, ha rinviato al 15 febbraio per decidere se proseguire o rinviare il processo alla Corte d'assise.

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