Crisi Alcoa, migliaia in piazza per evitare la chiusura

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30 mila per gli organizzatori, 20 mila per la Questura, i partecipanti alla manifestazione unitaria per lo sciopero generale proclamato da Cgil, Cisl e Uil. La multinazionale americana minaccia la cassa integrazione per 450 operai

Con 24 ore di sciopero proclamato unitariamente da Cgil, Cisl e Uil e un corteo nel capoluogo sardo lavoratori, precari, pensionati e studenti sardi sono scesi in piazza per richiamare l'attenzione sulle difficili condizioni economiche della regione. Presenti i dipendenti delle maggiori aziende, dalla Vinyls di Porto Torres alla Rockwool di Iglesias. In prima fila gli operai dell'Alcoa di Portovesme. La multinazionale americana minazccia la cassa integrazione per 450 operai e la sospensione della produzione nel Sulcis.

Nel commentare la situazione dei lavoratori ALCOA, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha commentato: "L'azienda ha chiesto una serie di agevolazioni sul costo dell'energia, stiamo attendendo una risposta dall'Europa, se fosse positiva e restasse da parte di Alcoa la volontà di andarsene allora non si capirebbe il perché'". Lunedì a Palazzo Chigi si terrà il tavolo decisivo sul futuro degli impianti italiani. Bruno Usai, delegato Rsu Fiom-Cgil per lo stabilimento è pessimista: “Sappiamo già come andrà a finire. Ma l'impianto deve restare in piedi, il Governo se ne faccia carico”.

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