Donna uccisa davanti alla figlia, si cerca l'arma

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A Civita Castellana proseguono le indagini per fare luce sull'omicidio della 30enne. I sospetti degli inquirenti si concentrano sul compagno della donna. "E' una persona molto tranquilla" dicono gli abitanti del paese. Parla anche il papà della vittima

"Io so com'è andata. Spero solo di sbagliarmi". E' quando ha detto il padre di Marcella Rizzello, la donna di 30 anni uccisa ieri a coltellate nella sua casa a Civita Castellana, in provincia di Viterbo. L'uomo, con il volto segnato dal dolore, ha ripetuto la frase ogniqualvolta qualche amico gli si avvicinava per fargli le condoglianze o per stringergli le spalle in segno di solidarietà. Quale verità si celi dietro la frase "io so com'è andata", il padre della vittima non l'ha spiegato agli amici ma, secondo quanto si è appreso, la sua "certezza" l'ha comunicata ai carabinieri e al magistrato che coordina le indagini.

I militari hanno ascoltato vicini, parenti e amici della vittima. Interrogato anche il compagno che è stato il primo a trovare il cadavere della moglie al rientro dal lavoro, con accanto la bimba di pochi mesi che piangeva disperatamente.

Secondo il medico legale che ha ispezionato il cadavere nell'imminenza del delitto, la morte della donna risalirebbe tra le 13 e le 13,30 di mercoledì, cioé pochi minuti prima dell'orario in cui il compagno asserisce di essere rientrato in casa e di aver scoperto l'omicidio. Lo stesso medico ha ipotizzato che il decesso potrebbe essere avvenuto per dissanguamento, in quanto i colpi inferti all'addome della donna potrebbero non aver lesionato alcun organo vitale.

Le voci degli abitanti di Civita Castellana:

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