Berlusconi pensa a Fininvest 1 e 2 per Pier Silvio e Marina

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Lo scrive oggi il quotidiano Libero specificando che ai tre figli di seconde nozze spetterebbero quote di minoranza. Veronica non sarebbe d’accordo. L’alternativa: vendere tutto e dividere, ma con la Borsa altalenante è un rischio

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La causa di separazione tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e la moglie Veronica Lario è appena iniziata. In palio c’è un patrimonio immenso. E, oltre alle prime indiscrezioni sulle presunte cifre chieste dalla Lario e su quelle offerte dal marito i giornali ipotizzano anche i possibili cambiamenti nell’assetto dell’impero Berlusconi.

La partita tra il premier e la moglie, secondo quanto scrive oggi Libero, quotidiano vicino al centrodestra, non si giocherebbe infatti tanto sull’assegno di mantenimento, quanto piuttosto sul trattamento da riservare ai figli di seconde nozze Barbara, Luigi ed Eleonora. Veronica Lario vorrebbe infatti che i tre fossero messi sullo stesso piano di Pier Silvio e Marina, nati dal primo matrimonio di Silvio Berlusconi con Carla Elvira Dall’Oglio, non solo in termini di quantità di patrimonio ma anche di qualità.

Per questo, scrive Nino Sunseri nell’articolo intitolato "Così cambia il destino dell’impero", Silvio Berlusconi avrebbe davanti a sé tre possibili strade. La prima sarebbe quella "dello spezzatino” del gruppo Fininvest. Il premier potrebbe far nascere la Fininvest 1 e 2, da affidare ai figli con una maggiore vocazione d’impresa (Pier Silvio e Marina). A Barbara, Luigi ed Eleonora verrebbero invece assegnate quote di minoranza. Le eventuali disparità quantitative sarebbero compensate con denaro costante o altri asset immobiliari. Un’ipotesi che però, secondo quanto scrive il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, non piacerebbe a Veronica.

In alternativa le strade percorribili dal premier sarebbero due: vendere tutto e dividere il ricavato tra i figli (anche se non è semplice vendere un patrimonio valutato sette miliardi e in un momento di Borsa altalenante è alto il pericolo della svendita), oppure accettare “la sfida di carta bollata scatenata dalla moglie”. In quest’ultimo caso il rischio è che una causa per il divorzio potrebbe trasformarsi in una guerra per l’eredità dell’uomo più ricco d’Italia. Berlusconi si troverebbe così a difendere gli interessi dei due figli grandi contro i tre minori. Un’ipotesi che Libero definisce “improponibile”.

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